Quanto sono aumentati i prezzi alimentari in Italia?

Dal 2021 a settembre 2026: quali alimenti sono rincarati di più e che cosa sta cambiando negli ultimi mesi. Gli indici dei prezzi al consumo dell'Istat (Istituto nazionale di statistica) misurano i prezzi, non la spesa effettiva delle famiglie.

Consumi · Italia · gennaio 2021-settembre 2026 · indici NIC dei prezzi al consumo · fonte Istat · Aggiornato il 16 ottobre 2026

Sintesi

Punto chiave
I prezzi dei beni alimentari sono aumentati del 28,2% tra la media del 2021 e settembre 2026, contro il 22,6% dell'indice generale dei prezzi al consumo. Nell'ultimo anno gli alimentari crescono dell'1,7%, l'indice generale del 4,2%.
Beni alimentari, media 2021-settembre 2026
+28,2%

Variazione cumulata dell'indice dei prezzi al consumo (NIC). Fonte: Istat, dati definitivi.

Beni alimentari, settembre 2026 su settembre 2025
+1,7%

Ultima variazione tendenziale definitiva. Fonte: Istat, NIC.

Indice generale, media 2021-settembre 2026
+22,6%

Variazione cumulata nello stesso intervallo. Fonte: Istat, NIC.

Il prezzo della spesa non cambia allo stesso modo per tutti gli alimenti. Questa vista confronta l'andamento dei prezzi dal 2021, distingue i rincari accumulati dalle variazioni più recenti e permette di consultare le fonti dei risultati.

Rincaro passato ≠ inflazione attuale. Se un prodotto è aumentato molto tra il 2021 e il 2024 e oggi registra una variazione annua vicina a zero, ciò non significa che il rincaro precedente sia stato annullato: il prezzo può essersi semplicemente stabilizzato su un livello più alto.
Questa vista misura l'andamento dei prezzi attraverso indici statistici. La spesa effettiva di una famiglia dipende anche dalle quantità acquistate, dalle marche, dal punto vendita, dalle promozioni, dalla composizione del paniere e dalle sostituzioni tra prodotti.

Andamento dei prezzi dal 2021

Indici mensili ribasati sulla media del 2021 = 100, da gennaio 2021 a settembre 2026. Indice generale e beni alimentari sono sempre visibili: aggiungi o togli le categorie.

    Fonte: Istat, NIC, classificazione ECOICOP v2 (classificazione europea dei consumi individuali per finalità). Ultimo mese definitivo: settembre 2026.

    Dati del grafico in tabella, ultimi dodici mesi
    Indici dei prezzi al consumo, media 2021 = 100, da settembre 2025 a settembre 2026, per le serie selezionate nel grafico.
    17 serie · 69 mesi · indici con media 2021 = 100, variazioni tendenziali e congiunturali · fonte Istat, NIC · estrazione del 16 ottobre 2026

    Come leggere i dati

    Livello dell'indice

    Un indice con base media 2021 = 100 indica il livello dei prezzi rispetto a quell'anno. Un valore di 128,2 indica prezzi più alti del 28,2% rispetto alla media del 2021.

    Variazione cumulata

    Misura quanto un indice è cresciuto tra la media del 2021 e l'ultimo mese definitivo, settembre 2026.

    Variazione tendenziale

    Confronta un mese con lo stesso mese dell'anno precedente, settembre 2026 su settembre 2025. È il confronto da preferire per frutta e ortaggi, perché neutralizza la stagionalità.

    Variazione congiunturale

    Confronta un mese con il mese precedente, settembre 2026 su luglio 2026. Per i prodotti freschi risente dell'alternarsi delle stagioni.

    Una variazione annua bassa o negativa non annulla gli aumenti già avvenuti: indica che, negli ultimi dodici mesi, il prezzo è cresciuto meno, è rimasto fermo o è sceso a partire da un livello già più alto.

    Per chi vuole il dettaglio metodologico

    Ribasamento di ogni serie sulla media dei dodici indici mensili del 2021:

    indice ribasato(t) = 100 × indice(t) / media(indici mensili 2021)

    Variazione cumulata, tendenziale e congiunturale:

    cumulata = (indice ribasato ultimo mese / 100 − 1) × 100
    tendenziale = (indice(t) / indice(t−12) − 1) × 100
    congiunturale = (indice(t) / indice(t−1) − 1) × 100

    Le variazioni tendenziali e congiunturali mostrate nella pagina sono quelle pubblicate dall'Istat. Le stesse variazioni, ricalcolate dai livelli degli indici, differiscono da quelle pubblicate di al massimo 0,08 punti percentuali, per effetto dell'arrotondamento degli indici.

    Analisi

    I rincari cumulati dal 2021

    Tra le dodici categorie, caffè (+50,4%), uova (+43,2%) e olio d'oliva (+43,2%) hanno accumulato i rincari maggiori dal 2021. Latte intero, frutta e pasta (da +20,9% a +21,8%) sono le categorie sotto l'indice generale (+22,6%). Superano l'aggregato dei beni alimentari (+28,2%) 6 categorie su dodici.

    Variazione cumulata dal 2021 a settembre 2026, in %

    Caffè+50,4%
    Uova+43,2%
    Olio d'oliva+43,2%
    Ortaggi+40,2%
    Pollame+33,8%
    Carne di bovino+31,4%
    Pane+28,1%
    Formaggi+27,1%
    Pesci e prodotti ittici+23,0%
    Latte intero+21,8%
    Frutta+21,0%
    Pasta+20,9%
    Variazione cumulata della categoriaBeni alimentari, +28,2%Indice generale, +22,6%

    Categorie ordinate per variazione cumulata dalla media 2021 a settembre 2026. Fonte: Istat, NIC. Elaborazione MapTheFood.

    Anno per anno

    Il rincaro degli alimentari si forma in gran parte nel 2022 e nel 2023: la media annua passa da 100,0 nel 2021 a 119,5 nel 2023, con aumenti medi annui del 8,8% nel 2022 e del 9,8% nel 2023, contro il 8,2% e il 5,6% dell'indice generale. Nel 2024 e nel 2025 la crescita media annua degli alimentari scende al 2,3% e al 2,7%.

    Beni alimentari e indice generale, media annua con base media 2021 = 100, e variazione rispetto alla media dell'anno precedente. L'ultima riga confronta settembre 2026 con la media del 2025.
    AnnoAlimentari: indiceAlimentari: variazioneGenerale: indiceGenerale: variazione
    2021100,0n.d.100,0n.d.
    2022108,8+8,8%108,2+8,2%
    2023119,5+9,8%114,3+5,6%
    2024122,2+2,3%115,4+1,0%
    2025125,5+2,7%117,2+1,6%
    Settembre 2026128,2+2,1%122,6+4,6%

    La dinamica recente, categoria per categoria

    Su base annua, 3 delle otto categorie principali registrano un aumento superiore all'1% (pane, uova e ortaggi), per 2 la variazione resta entro ±1% (frutta e caffè) e 3 segnano una diminuzione superiore all'1% (pasta, latte intero e olio d'oliva). Nelle categorie in diminuzione l'indice resta sopra il livello del 2021, da +20,9% per la pasta a +43,2% per l'olio d'oliva.

    Aumento superiore all'1%Variazione tendenziale superiore a +1,0%.
    Variazione contenuta entro ±1%Variazione tendenziale compresa tra −1,0% e +1,0%, estremi inclusi.
    Diminuzione superiore all'1%Variazione tendenziale inferiore a −1,0%.

    Le soglie sono una convenzione editoriale MapTheFood e non una classificazione Istat.

    Indice, variazione cumulata, livello massimo, variazione tendenziale e congiunturale a settembre 2026 per categoria, e lettura recente. Fonte: Istat, NIC. Le soglie della lettura recente sono una convenzione editoriale MapTheFood.
    Indice generale122,6+22,6%122,6settembre 2026+4,2%+0,7%Aumento superiore all'1%
    Beni alimentari128,2+28,2%128,7aprile 2026+1,7%+0,6%Aumento superiore all'1%
    Caffè150,4+50,4%152,6gennaio 2026+0,2%−1,1%Variazione contenuta entro ±1%
    Uova143,2+43,2%143,6luglio 2026+7,3%−0,3%Aumento superiore all'1%
    Olio d'olivaOlio di oliva143,2+43,2%194,3giugno 2024−7,0%−1,4%Diminuzione superiore all'1%
    OrtaggiOrtaggi, tuberi, banane plantano, banane da cucina e legumi140,2+40,2%140,2settembre 2026+8,5%+5,9%Aumento superiore all'1%
    PollameCarne di pollame, fresca, refrigerata o congelata133,8+33,8%133,8settembre 2026+3,7%+0,2%Aumento superiore all'1%
    Carne di bovinoCarne di bovino, fresca, refrigerata o congelata131,4+31,4%131,4settembre 2026+6,4%+0,3%Aumento superiore all'1%
    Pane128,1+28,1%128,1settembre 2026+1,4%+0,2%Aumento superiore all'1%
    Formaggi127,1+27,1%128,7gennaio 2026−1,1%−0,3%Diminuzione superiore all'1%
    Pesci e prodotti itticiPesci e altri prodotti ittici123,0+23,0%123,2maggio 2026+1,9%0,0%Aumento superiore all'1%
    Latte interoLatte crudo e intero121,8+21,8%124,4settembre 2025−2,1%+0,1%Diminuzione superiore all'1%
    FruttaFrutta e frutta a guscio121,0+21,0%137,4maggio 2026+0,5%+0,8%Variazione contenuta entro ±1%
    PastaPasta secca, pasta fresca e couscous120,8+20,9%130,9marzo 2023−1,8%−2,3%Diminuzione superiore all'1%

    Indice generale e beni alimentari in evidenza come riferimento. Sotto ogni categoria la denominazione statistica Istat.

    L'olio d'oliva ha toccato il massimo della serie a giugno 2024 (indice 194,3) e oggi è a 143,2: scende del 7,0% in un anno e resta +43,2% sopra il 2021. Il caffè ha il massimo a gennaio 2026 (indice 152,6) e oggi è a 150,4.

    Le categorie con i rincari cumulati maggiori non coincidono con quelle che oggi salgono di più: caffè e olio d'oliva, primi due per rincaro dal 2021, hanno variazioni annue molto diverse (+0,2% e −7,0%).

    Quanto varrebbero oggi 100 euro di prezzi del 2021

    Con gli indici ribasati sulla media del 2021, l'importo equivalente coincide con il valore dell'indice di settembre 2026: 128,2 euro per i beni alimentari, 122,6 euro per l'indice generale. È un'equivalenza statistica tra livelli dei prezzi, non la ricostruzione dello stesso carrello di spesa.

    Importo × indice di settembre 2026 / 100. Fonte: Istat, NIC. Elaborazione MapTheFood.

    Confronti

    Alimentari lavorati e non lavorati

    Nell'ultimo anno i beni alimentari (+1,7%) si compongono di due andamenti opposti: gli alimentari non lavorati salgono del 5,5%, i lavorati scendono dello 0,6%. Dal 2021 la distanza è più contenuta: +32,8% per i non lavorati, +25,3% per i lavorati.

    Alimentari non lavorati
    +5,5%

    Variazione tendenziale a settembre 2026. Dal 2021: +32,8%.

    Alimentari lavorati
    −0,6%

    Variazione tendenziale a settembre 2026. Dal 2021: +25,3%.

    Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (carrello della spesa)
    +1,5%

    Variazione tendenziale a settembre 2026. Dal 2021: +26,1%.

    Aggregati speciali dell'indice NIC definiti dall'Istat. Fonte: Istat, NIC, settembre 2026.

    Il confronto europeo

    Il confronto usa l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) di Eurostat, diverso dal NIC dell'Istat su cui si basa il resto della vista. Le due serie non sono omogenee e non vengono mostrate nello stesso grafico.

    Dal 2021 i prezzi dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche, misurati con l'indice armonizzato (IPCA), sono aumentati del 29,9% in Italia e del 31,4% nell'area euro, con una differenza di 1,5 punti percentuali. Su base annua, a settembre 2026, la variazione è +1,7% in Italia e +1,0% nell'area euro.

    Prodotti alimentari e bevande analcoliche, indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), media 2021 = 100. Fonte: Eurostat, prc_hicp_minr, aggiornamento del 16 ottobre 2026. Elaborazione MapTheFood.

    Variazione cumulata dalla media 2021 a settembre 2026 e variazione tendenziale di settembre 2026, indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA). Fonte: Eurostat.
    IndiceCumulata dal 2021Tendenziale set 2026
    Prodotti alimentari e bevande analcoliche, Italia+29,9%+1,7%
    Prodotti alimentari e bevande analcoliche, area euro+31,4%+1,0%
    Indice generale, Italia+24,1%+4,2%
    Indice generale, area euro+24,6%+3,8%
    I dati non permettono di attribuire la differenza di 1,5 punti percentuali a una causa specifica: gli indici armonizzati confrontano le variazioni, non i livelli dei prezzi tra i paesi.

    Limiti dell'analisi

    Gli indici misurano variazioni, non livelli di prezzo. Un indice non indica quanto costa un chilo di pane o un litro di latte e non consente di confrontare i prezzi tra prodotti, marche, punti vendita o territori.
    Le categorie sono quelle della classificazione Istat. «Beni alimentari» è l'aggregato speciale dell'Istat che comprende alimenti e bevande, anche alcoliche, e non comprende i tabacchi. «Latte intero» corrisponde alla classe «latte crudo e intero», che non comprende il latte scremato. «Ortaggi» comprende anche tuberi e legumi. «Frutta» comprende la frutta a guscio. «Olio d'oliva» è la sottoclasse «olio di oliva» e non l'intera classe degli oli e grassi.
    La serie 2021-2025 è la ricostruzione storica dell'Istat. Dal 2026 l'Istat adotta la classificazione ECOICOP v2 e la base 2025 = 100 e ricostruisce le serie 1996-2025 per renderle confrontabili. Il passaggio tra le due basi avviene con la media del 2025 e non modifica le variazioni pubblicate.
    Frutta e ortaggi freschi seguono le stagioni. Le variazioni congiunturali delle due categorie, a settembre 2026 +0,8% per la frutta e +5,9% per gli ortaggi, vanno lette insieme alla variazione tendenziale.
    L'ultimo mese è settembre 2026. Le serie vengono aggiornate dopo la pubblicazione dei dati definitivi dell'Istat e le stime provvisorie non entrano nei risultati.
    La lettura recente usa una convenzione editoriale. Le soglie di −1,0% e +1,0% sulla variazione tendenziale sono fissate da MapTheFood, applicate al valore arrotondato a un decimale con gli estremi inclusi nella fascia centrale. Non sono classi ufficiali dell'Istat e una soglia diversa cambia la lettura delle categorie vicine al limite.
    Il confronto con l'area euro usa un indice diverso. L'IPCA di Eurostat riguarda alimentari e bevande analcoliche, mentre l'aggregato NIC comprende anche le bevande alcoliche; i due indici non coincidono nemmeno per perimetro e trattamento dei saldi, e la composizione dell'area euro cambia nel tempo: i valori italiani del confronto differiscono da quelli del resto della pagina.
    La vista riguarda l'Italia nel suo complesso. L'Istat pubblica gli indici anche per regione e per provincia: un approfondimento territoriale è tra i prossimi sviluppi di questa pagina.

    Cosa manca per completare il quadro →

    Fonti e metodo

    Evidenza prevalente: Dati pubblici

    • Istat, banca dati I.Stat, dataflow 167_745_DF_DCSP_NIC1B2025_6, «Prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), mensili, tutte le basi, Ecoicop 2»: indici mensili, variazioni tendenziali e congiunturali, gennaio 2021-settembre 2026, dati definitivi. Serie 2021-2025 in base 2015 = 100 (ricostruzione storica ECOICOP v2), serie 2026 in base 2025 = 100
    • Istat, dataflow 167_746_DF_DCSP_NIC3EC2_1, «Nic, pesi dal 2026, Ecoicop 2»: nel paniere NIC 2026 i prodotti alimentari e le bevande analcoliche pesano il 17,2%
    • Istat, «Gli indici dei prezzi al consumo, anno 2026», 4 febbraio 2026 (aggiornamento del 23 febbraio 2026): adozione della classificazione ECOICOP v2, base 2025 = 100 e ricostruzione delle serie 1996-2025
    • Istat, comunicato stampa «Prezzi al consumo», settembre 2026 (dati definitivi), per il controllo dei risultati
    • Eurostat, dataset prc_hicp_minr, indice armonizzato dei prezzi al consumo (HICP) in classificazione ECOICOP v2, indici in base 2025 = 100 e variazioni annue, aggiornamento del 16 ottobre 2026

    Le dodici categorie sono una selezione di prodotti di largo consumo e non esauriscono il paniere. L'aggiornamento è mensile, dopo la pubblicazione dei dati definitivi dell'Istat. Ogni serie è ribasata sulla media dei dodici indici del 2021. Per il 2026 l'indice in base 2025 è moltiplicato per la media del 2025 della serie in base 2015, e diviso per 100, prima del ribasamento. I risultati sono controllati contro i comunicati dell'Istat: variazione tendenziale di settembre 2026 pari a +4,2% per l'indice generale, +1,7% per i beni alimentari e +1,5% per il carrello della spesa, come nel comunicato dell'Istat.

    Scheda completa di ogni fonte nel Registro Dati →