Ogni anno miliardi di euro di denaro pubblico finanziano un sistema alimentare che inquina, sfrutta e si nasconde. MapTheFood rende visibile l'invisibile — dati certificati, georeferenziati, accessibili a tutti.
"Il prezzo della carne oggi non prevede il costo dell'inquinamento. Lo paghiamo tutti con le tasse."
— Giulia Innocenzi, Food for Profit
MapTheFood è una piattaforma civica indipendente. Aggregiamo dati pubblici certificati da ISPRA, EEA, FAO, EFSA e li rendiamo consultabili per comune, per azienda, per categoria alimentare.
Non siamo contro l'agricoltura. Siamo contro l'opacità. Siamo contro i sussidi pubblici a chi inquina. Siamo per il diritto di ogni cittadino di sapere cosa c'è vicino a casa sua, chi lo produce e quanti soldi pubblici riceve.
I dati esistono. Sono frammentati, tecnici, nascosti in registri europei che nessuno consulta. Noi li rendiamo umani, localizzati, azionabili.
MapTheFood aggrega dati pubblici da fonti istituzionali certificate. Questa pagina documenta le fonti, i metodi di calcolo e i limiti di ogni indicatore. La trasparenza metodologica è parte integrante del progetto.
Il Registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (E-PRTR) raccoglie i dati di emissione degli impianti industriali sopra soglia — inclusi gli allevamenti con più di 40.000 capi avicoli, 2.000 suini o 750 scrofe. I dati sono pubblici, verificabili e aggiornati annualmente dall'Agenzia Europea per l'Ambiente (EEA).
I beneficiari della Politica Agricola Comune sono pubblici per legge europea (Reg. UE 1306/2013). Il SIAN — Sistema Informativo Agricolo Nazionale — pubblica annualmente nome dell'azienda, comune e importo ricevuto. I dati PAC nella mappa si riferiscono all'anno 2020, ultimo disponibile al momento della pubblicazione.
Le emissioni di ammoniaca (NH₃) sono espresse in kg/anno per impianto e derivano dal Registro E-PRTR. L'ammoniaca è un precursore del particolato fine PM2,5 — reagisce in atmosfera con ossidi di azoto e zolfo formando particolato secondario, principale causa di danni respiratori e cardiovascolari. La soglia di 80.000 kg/anno usata nell'indice di virtù è convenzionale e basata sulla distribuzione dei dati italiani.
L'indice di virtù è un indicatore composito sviluppato da MapTheFood in assenza di un indice ufficiale di sostenibilità per singolo allevamento. Il calcolo parte da 100 e applica le seguenti variazioni: −20 punti per ogni sanzione ARPA/ASL registrata; −15 punti se le emissioni NH₃ superano 80.000 kg/anno; +30 punti per certificazione biologica attiva (registro SINAB). Il punteggio finale determina tre classi: Virtuoso (70-100), Parziale (40-69), Critico (10-39).
Le certificazioni biologiche provengono dal registro SINAB (Sistema d'Informazione Nazionale sull'Agricoltura Biologica), gestito dal Ministero dell'Agricoltura. La certificazione bio implica standard minimi verificati: spazio per animale, assenza di antibiotici profilattici, alimentazione controllata. L'integrazione automatica con il database SINAB è in fase di sviluppo.
Le sanzioni e i provvedimenti delle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale (ARPA) e delle ASL rappresentano il proxy più diretto per valutare la compliance di un allevamento. I dati sono pubblici ma non centralizzati — ogni regione li pubblica con formati diversi. MapTheFood sta sviluppando un sistema di aggregazione regionale che sarà integrato nell'indice di virtù nelle prossime versioni.
I dati presenti nella versione attuale di MapTheFood.org sono una combinazione di dati reali certificati (fonti istituzionali) e dati rappresentativi utilizzati per il prototipo. I nomi degli allevamenti nella mappa sono fittizi, ad eccezione dei casi esplicitamente documentati. MapTheFood si impegna a sostituire progressivamente tutti i dati rappresentativi con dati reali verificati. Per segnalare errori o contribuire ai dati: info@mapthefood.org