Che cosa sappiamo davvero sul rapporto tra carne e salute

Mangiare carne fa male alla salute? Dipende da quale carne, da quanta se ne mangia e da quale malattia si considera. Qui trovi che cosa gli studi hanno dimostrato, che cosa è soltanto probabile e che cosa è ancora incerto, con la fonte di ogni dato.

Carne lavorata

Salumi, wurstel, bacon, carne in scatola

Cancerogena per l'uomo

Gruppo 1 della IARC

Carne rossa non lavorata

Manzo, vitello, maiale, agnello

Probabilmente cancerogena

Gruppo 2A della IARC

Pollame non lavorato

Pollo, tacchino

Non valutato dalla IARC

Nessun legame dimostrato con il cancro

IARC è l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, l'agenzia dell'Organizzazione mondiale della sanità che classifica le sostanze in base alla forza delle prove di cancerogenicità.

In breve

Dimostrato

La carne lavorata aumenta il rischio di tumore al colon-retto

Dopo aver esaminato oltre 800 studi, nel 2015 la IARC ha concluso che esistono prove sufficienti: la carne lavorata può provocare il tumore del colon e del retto. È l'unico caso in cui un'istituzione scientifica parla di causa e non soltanto di associazione.

Più se ne mangia, più il rischio cresce. Per ogni 50 grammi in più al giorno, circa una porzione di salumi, il rischio è più alto di circa il 18% rispetto a chi ne mangia meno.

Che cosa è stabilito sul tumore

  • Dimostrato
    Carne lavorata e tumore del colon-retto. Prove sufficienti secondo la IARC. Circa +18% di rischio per ogni 50 grammi al giorno.
  • Probabile
    Carne rossa non lavorata e tumore del colon-retto. Le prove sull'uomo sono più limitate, per questo la IARC la considera probabilmente cancerogena. Circa +17% per ogni 100 grammi al giorno.
  • Non dimostrato
    Altri tumori, come stomaco, esofago, vescica, mammella. Alcuni studi trovano un legame, ma la qualità delle prove è bassa o molto bassa: non si può parlare di effetto accertato.
  • Nessuna prova
    Pollame non lavorato. Le valutazioni disponibili non indicano un legame con il cancro.

Che cosa non significa

  • Non significa che il 18% dei tumori del colon-retto sia causato dalla carne lavorata. Il 18% confronta il rischio di chi ne mangia di più con quello di chi ne mangia meno: non dice quante persone si ammalano.
  • Appartenere allo stesso gruppo IARC di altre sostanze non vuol dire avere lo stesso livello di rischio. Il gruppo misura quanto sono solide le prove, non quanto è grande il pericolo.
  • Nessuna istituzione ha individuato una quantità di carne priva di rischio. L'OMS, il 23 settembre 2026, ha precisato che il rischio cresce con la quantità e che i dati non permettono di dire se esista una soglia sicura.

E per le altre malattie?

Per il cuore, il diabete e la durata della vita gli studi trovano legami, ma sono osservazioni sulle abitudini delle persone. Mostrano che le due cose vanno insieme, non che una causi l'altra.

Associazione

Cuore e vasi sanguigni

Chi mangia più carne lavorata ha più malattie cardiovascolari: circa +26% per ogni 50 grammi al giorno. Per la carne rossa l'aumento è minore, circa +11% per 100 grammi.

Associazione

Diabete di tipo 2

Circa +15% per 50 grammi al giorno di carne lavorata, +10% per 100 grammi di carne rossa. Per il pollame il segno è lo stesso ma più piccolo, circa +8%.

Associazione

Durata della vita

Per la carne lavorata circa +18% di rischio di morte per ogni causa, per ogni 50 grammi al giorno. Per la carne rossa l'aumento non è statisticamente significativo. Per il pollame non emerge alcun legame.

Segnale iniziale

Demenza

Pochi studi recenti associano un consumo più alto di carne lavorata a un rischio maggiore di demenza, circa +13%. Servono altre conferme.

Segnale iniziale

Fegato grasso

Poche ricerche, con risultati molto diversi tra loro, indicano un rischio più alto per chi mangia più carne. Gli stessi autori raccomandano cautela.

Piccoli segnali

Pollame

Nessun legame con la mortalità. Piccole associazioni in aumento per alcuni esiti e in diminuzione per altri, per esempio l'anemia da carenza di ferro.

Come leggere i livelli di certezza

Dimostrato
Una valutazione istituzionale conclude che le prove bastano per parlare di causa.
Probabile
Le prove vanno nella stessa direzione ma sono meno solide.
Associazione
Gli studi trovano che le due cose vanno insieme, senza poter dire se una causa l'altra.
Segnale iniziale
Pochi studi, qualità bassa o risultati incerti.
Nessuna prova
Nessun legame emerge dalle valutazioni disponibili.

Altre quattro cose da sapere

Tumore al colon-retto: che cosa è dimostrato

È l'unico tumore per cui le prove sono solide. Qui vedi come si è arrivati alla conclusione, che cosa dicono i numeri e quali spiegazioni biologiche sono state proposte.

Perché la IARC parla di prove sufficienti

La conclusione del 2015 (Monografia 114) nasce dall'esame di oltre 800 studi, più di 700 sulla carne rossa e più di 400 sulla lavorata. Per la carne lavorata gli elementi decisivi sono stati questi:

  1. Molti studi vanno nella stessa direzione. Seguendo per anni migliaia di persone, chi mangia più carne lavorata si ammala più spesso di tumore del colon-retto.
  2. Il rischio sale con la quantità. Più carne lavorata si mangia, più il rischio cresce, in modo regolare.
  3. Il risultato si ripete. Lo si trova in popolazioni e in gruppi di ricerca diversi.
  4. Esistono spiegazioni biologiche plausibili. Sono descritte più sotto.

Per la carne rossa non lavorata il quadro è simile ma meno netto: le prove sull'uomo sono più limitate. Per questo la classificazione è «probabilmente cancerogena».

La scala dei gruppi della IARC
  1. Gruppo 1: Cancerogeno per l'uomo

    Evidenza sufficiente di cancerogenicità nell'uomo.

    Carne lavorata: Tumore colorettale.

  2. Gruppo 2A: Probabilmente cancerogeno per l'uomo

    Evidenza limitata nell'uomo e forte evidenza meccanicistica.

    Carne rossa: Tumore colorettale.

  3. Gruppo 2B: Possibilmente cancerogeno per l'uomo

    Evidenza limitata nell'uomo e meno che sufficiente negli animali.

  4. Gruppo 3: Non classificabile

    Evidenza inadeguata o limitata per la cancerogenicità nell'uomo.

  5. Gruppo 4: Probabilmente non cancerogeno per l'uomo

    Evidenza che suggerisce l'assenza di cancerogenicità.

Il gruppo risponde alla domanda «quanto è certo che l'agente possa provocare il tumore», non alla domanda «di quanto aumenta il rischio».

I numeri

Carne lavorata, 50 g al giorno
+18%

Rischio relativo 1,18. L'intervallo di confidenza al 95% va da 1,10 a 1,28: il valore vero potrebbe stare tra +10% e +28%. Chan et al. 2011, meta-analisi di studi di coorte.

Carne rossa, 100 g al giorno
+17%

Rischio relativo 1,17, intervallo da 1,05 a 1,31. Il valore descrive un aumento reale del rischio solo se il legame è causale.

Rossa e lavorata insieme, 100 g al giorno
+14%

Rischio relativo 1,14, intervallo da 1,04 a 1,24. L'aumento è approssimativamente regolare fino a circa 140 g al giorno, poi la curva si appiattisce.

Per il solo retto, nella meta-analisi di Chan et al. non sono emerse associazioni significative. Il WCRF (Fondo mondiale per la ricerca sul cancro) ha classificato la carne lavorata come causa convincente e la carne rossa come causa probabile. Le Nordic Nutrition Recommendations 2023 giungono a conclusioni analoghe.

Come potrebbe agire la carne

Gli studi hanno proposto alcuni meccanismi. Sono spiegazioni plausibili e non dimostrazioni: dicono perché il legame è credibile, ma la prova viene dagli studi sulle persone.

Il ferro della carne rossa

La carne rossa contiene ferro eme. Nell'intestino può favorire la formazione di sostanze che danneggiano le cellule.

Nitriti e nitrati dei salumi

Si aggiungono ai salumi per conservarli. Nell'organismo possono trasformarsi in composti detti N-nitroso, sospettati di danneggiare il DNA.

La cottura ad alta temperatura

Grigliare o friggere la carne produce ammine eterocicliche e idrocarburi policiclici aromatici, sostanze con effetto mutageno, cioè in grado di alterare il DNA.

Oltre il colon-retto

La revisione di Huang et al. (Food Chemistry 2021) ha raccolto 72 meta-analisi. Trova associazioni con più sedi tumorali, con aumenti compresi tra l'11% e il 51% per la carne rossa (per 100 g al giorno) e tra l'8% e il 72% per la lavorata (per 50 g al giorno). Sono numeri che riassumono tumori e studi diversi, non una misura unica di rischio.

Tra le associazioni significative, solo quella con il colon-retto è di qualità moderata secondo il sistema GRADE. Per le altre sedi la qualità delle prove è bassa o molto bassa, e per questo non si parla di una causa accertata come per il colon-retto.

Qualità delle prove per le sedi tumorali citate (Huang et al. 2021)
Valutazione di qualità delle meta-analisi incluse: AMSTAR (da 0 a 11) per la qualità metodologica della revisione, GRADE per la qualità dell'evidenza.
SedeCarneAssociazioneAMSTARGRADE
Colon-rettoCarne rossaAssociazione significativa9Moderata
Colon-rettoCarne lavorataAssociazione significativa9Moderata
StomacoCarne rossaAssociazione significativa9Bassa
StomacoCarne lavorataAssociazione significativa9Bassa
Mortalità oncologica complessivaCarne lavorataAssociazione significativa9Bassa
PancreasCarne rossaAssociazione non significativa8Moderata
MammellaCarne rossaAssociazione significativa8Molto bassa
MammellaCarne lavorataAssociazione significativa8Molto bassa
EsofagoCarne rossaAssociazione significativa9Molto bassa
VescicaCarne rossaAssociazione significativa7Molto bassa
Linfoma non HodgkinCarne rossaAssociazione significativa9Bassa
Linfoma non HodgkinCarne lavorataAssociazione significativa9Molto bassa

Tipo di dato: valutazioni pubblicate dagli autori nella Tabella 3. Per il pancreas e la carne rossa la qualità è moderata ma l'associazione non è significativa.

Che cosa dice l'OMS sui numeri nel mondo

Usando le stime del progetto Global Burden of Disease, l'OMS indica circa 34.000 morti per tumore ogni anno nel mondo legate a diete ricche di carne lavorata e circa 50.000 per la carne rossa, se il legame fosse causale. Sono stime di modello di terzi, riferite al mondo intero.

Tipo di dato: stime pubblicate da terzi (dato osservato). Le classificazioni IARC e WCRF sono valutazioni istituzionali.

Quanto sono solide le prove, esito per esito

Ogni punto è una stima pubblicata per un tipo di carne e un esito. Più il punto è a destra, maggiore è l'aumento di rischio stimato. Più è in alto, più le prove sono solide. Il punto 1, carne lavorata e tumore del colon-retto, è l'unico nella fascia alta. Le dosi sono diverse da un punto all'altro e sono indicate nell'elenco sotto il grafico.

Mappa delle evidenze: grandezza dell'associazione e solidità dell'evidenzaQuindici stime di riferimento, una per esito e tipo di carne. Asse orizzontale: rischio relativo pubblicato. Asse verticale: giudizio editoriale sulla solidità dell'evidenza. I numeri nei marcatori rinviano all'elenco sotto il grafico.AltaModerataBassa0,80,91,01,11,21,31,4Rischio relativo pubblicato (1,0 = nessuna differenza)Tumore colorettale, Carne lavorata: RR 1,18 (IC 95% 1,10-1,28). Solidità: alta.1Diabete di tipo 2, Carne rossa non lavorata: HR 1,10 (IC 95% 1,06-1,15). Solidità: moderata.9Diabete di tipo 2, Carne lavorata: HR 1,15 (IC 95% 1,11-1,20). Solidità: moderata.3Tumore colorettale, Carne rossa non lavorata: RR 1,17 (IC 95% 1,05-1,31). Solidità: moderata.7Mortalità per tutte le cause, Carne lavorata: HR 1,18 (IC 95% 1,11-1,25). Solidità: moderata.4Malattie cardiovascolari, Carne lavorata: HR 1,26 (IC 95% 1,18-1,35). Solidità: moderata.2Disturbi neurocognitivi, Pollame non lavorato: RR 0,88 (IC 95% 0,80-0,98). Solidità: bassa.15Malattie cardiovascolari, Pollame non lavorato: HR 1,04 (IC 95% 1,01-1,06). Solidità: bassa.13Diabete di tipo 2, Pollame non lavorato: HR 1,08 (IC 95% 1,02-1,14). Solidità: bassa.14Mortalità per tutte le cause, Carne rossa non lavorata: RR 1,10 (IC 95% 0,98-1,22). Solidità: bassa.10Malattie cardiovascolari, Carne rossa non lavorata: HR 1,11 (IC 95% 1,05-1,16). Solidità: bassa.8Demenza, Carne lavorata: HR 1,13 (IC 95% 1,08-1,19). Solidità: bassa.5Declino cognitivo soggettivo, Carne rossa non lavorata: RR 1,16 (IC 95% 1,03-1,30). Solidità: bassa.11Steatosi epatica non alcolica, Carne lavorata: OR 1,20 (IC 95% 1,04-1,37). Solidità: bassa.6Steatosi epatica non alcolica, Carne rossa non lavorata: OR 1,28 (IC 95% 1,05-1,55). Solidità: bassa.12
  • Carne lavorata
  • Carne rossa non lavorata
  • Pollame non lavorato
Rischio relativo pubblicato (dato osservato) e solidità dell'evidenza (interpretazione). Per il pollame sono rappresentate le sole associazioni osservate. Per la mortalità per tutte le cause (HR 0,99) non emerge alcuna associazione e la stima non compare nella mappa.
Stime di riferimento rappresentate nella mappa, con numero del marcatore.
N.EsitoCarneStimaDose o confrontoSoliditàStudio
1Tumore colorettaleLavorataRR 1,18 (IC 95% 1,10-1,28)50 g al giornoAltaChan et al. 2011
2Malattie cardiovascolariLavorataHR 1,26 (IC 95% 1,18-1,35)50 g al giornoModerataShi et al. 2023
3Diabete di tipo 2LavorataHR 1,15 (IC 95% 1,11-1,20)50 g al giornoModerataLi et al. 2024
4Mortalità per tutte le causeLavorataHR 1,18 (IC 95% 1,11-1,25)50 g al giorno, corretto per l'errore di misuraModerataRohrmann et al. (EPIC) 2013
5DemenzaLavorataHR 1,13 (IC 95% 1,08-1,19)0,25 o più porzioni al giorno contro meno di 0,10BassaLi Y. et al. 2025
6Steatosi epatica non alcolicaLavorataOR 1,20 (IC 95% 1,04-1,37)Consumo più alto contro più bassoBassaZhou et al. 2024
7Tumore colorettaleRossa non lavorataRR 1,17 (IC 95% 1,05-1,31)100 g al giornoModerataChan et al. 2011
8Malattie cardiovascolariRossa non lavorataHR 1,11 (IC 95% 1,05-1,16)100 g al giornoBassaShi et al. 2023
9Diabete di tipo 2Rossa non lavorataHR 1,10 (IC 95% 1,06-1,15)100 g al giornoModerataLi et al. 2024
10Mortalità per tutte le causeRossa non lavorataRR 1,10 (IC 95% 0,98-1,22)Consumo più alto contro più bassoBassaLarsson e Orsini 2014
11Declino cognitivo soggettivoRossa non lavorataRR 1,16 (IC 95% 1,03-1,30)1 o più porzioni al giorno contro meno di 0,5BassaLi Y. et al. 2025
12Steatosi epatica non alcolicaRossa non lavorataOR 1,28 (IC 95% 1,05-1,55)Consumo più alto contro più bassoBassaZhou et al. 2024
13Malattie cardiovascolariPollameHR 1,04 (IC 95% 1,01-1,06)2 porzioni in più a settimanaBassaZhong et al. 2020
14Diabete di tipo 2PollameHR 1,08 (IC 95% 1,02-1,14)100 g al giornoBassaLi et al. 2024
15Disturbi neurocognitiviPollameRR 0,88 (IC 95% 0,80-0,98)Consumo più alto contro più bassoBassaQuan et al. 2022
Interpretazione: la posizione verticale è un giudizio editoriale e non un dato. Distingue l'evidenza consolidata sul tumore colorettale da quella più recente su demenza e fegato, e dalle associazioni piccole o incerte su altri esiti. La mappa non confronta la gravità degli esiti e non somma le stime.

Tipo di dato: stime pubblicate da terzi, riportate senza modifiche (dato osservato). La colonna Solidità è un'interpretazione.

Un aumento del 18% significa 18 persone su 100? No

Un rischio relativo dice di quanto cambia il rischio rispetto a un riferimento. Non dice quante persone si ammalano: dipende da quanto era alto il rischio di partenza, che cambia con età, sesso e popolazione. Un aumento del 18% su un rischio piccolo resta una differenza piccola in termini di persone.

Per il tumore del colon-retto non si possono contare le persone

Le stime pubblicate sono relative. Per trasformarle in casi servirebbero il rischio di partenza di una popolazione precisa, quanta carne mangia davvero e un periodo di tempo definito, tutti dalla stessa fonte. I dati annuali dell'AIRTUM, il registro dei tumori italiano, non diventano un rischio per tutta la vita senza ipotesi aggiuntive. Per questo il dossier non riporta una conversione in casi.

Il +18% non significa che il 18% dei tumori del colon-retto sia causato dalla carne lavorata. Per stimare quale quota dei tumori dipende dalla carne servirebbe un modello che tenga conto di quanta carne mangia la popolazione.

Dove il numero di persone è pubblicato

Per le malattie cardiovascolari e la mortalità gli autori di uno studio statunitense (Zhong et al. 2020: 29.682 persone seguite fino a 30 anni, con 6.963 eventi cardiovascolari e 8.875 decessi) hanno calcolato la differenza in persone ogni 1.000, per ogni 2 porzioni a settimana in più. È quella che vedi qui sotto.

Su 1.000 persone, in 30 anni

Mille persone, di cui 17 con un evento cardiovascolare in più in 30 anni

Circa 17 persone in più su 1.000 con un evento cardiovascolare in 30 anni, per ogni 2 porzioni a settimana in più di carne lavorata. Intervallo di confidenza al 95%: da 9 a 26 persone.

Ogni figura rappresenta una persona. Le figure colorate sono la differenza assoluta di rischio stimata dagli autori, arrotondata alla persona intera.

Differenza assoluta di rischio a 30 anni per ogni 2 porzioni a settimana in più (Zhong et al. 2020).
EsitoCarneDifferenza assolutaIntervallo di confidenza al 95%Persone su 1.000Rischio relativo corrispondente
Eventi cardiovascolariLavorata+1,74%0,85% a 2,63%17,4HR 1,07 (1,04-1,11)
Eventi cardiovascolariRossa non lavorata+0,62%0,07% a 1,16%6,2HR 1,03 (1,01-1,06)
Eventi cardiovascolariPollame+1,03%0,36% a 1,70%10,3HR 1,04 (1,01-1,06)
Mortalità per tutte le causeLavorata+0,90%0,43% a 1,38%9,0HR 1,03 (1,02-1,05)
Mortalità per tutte le causeRossa non lavorata+0,76%0,19% a 1,33%7,6HR 1,03 (1,01-1,05)
Mortalità per tutte le causePollame-0,28%-1,00% a 0,44%-2,8HR 0,99 (0,97-1,02)
Interpretazione: le differenze assolute sono piccole, anche quando il rischio relativo è statisticamente significativo. Il valore è riferito a adulti statunitensi, a consumi di 2 porzioni a settimana in più e a 30 anni di osservazione, e non si trasferisce automaticamente ad altre popolazioni.

Tipo di dato: differenze assolute di rischio pubblicate da Zhong et al. (JAMA Internal Medicine 2020), dato osservato. Persone su 1.000 è la stessa differenza espressa per mille (indicatore calcolato: percentuale per 10). Una porzione è definita dallo studio con il proprio questionario di frequenza alimentare.

Tutte le stime, una per una

Ogni riga è una stima pubblicata, con dose o confronto, studio e classe di indipendenza della fonte. Il grafico mostra la stima e il suo intervallo su scala logaritmica: la linea tratteggiata verticale a 1 indica nessuna differenza, e un intervallo che la attraversa indica un'associazione non significativa. Le righe del Burden of Proof riportano un intervallo conservativo, disegnato tratteggiato con marcatore vuoto.

Tipo di carne
Classe della fonte
Metodo

Stime mostrate: 25 di 25

Stime pubblicate di rischio relativo, hazard ratio o odds ratio per esito, tipo di carne, dose e studio, con classe di indipendenza della fonte.
Esito e carneStimaDose o confrontoStudioClasseGrafico0,50,7511,52
Tumore colorettale
Tumore colorettaleLavorataRR 1,18 (IC 95% 1,10-1,28)50 g al giornoChan et al. 2011Meta-analisi di coorti prospettiche. Finanziata da World Cancer Research Fund International, che non ebbe ruolo nello studio.A
Tumore colorettaleRossa non lavorataRR 1,17 (IC 95% 1,05-1,31)100 g al giornoChan et al. 2011A
Tumore colorettaleRossa e lavorataRR 1,14 (IC 95% 1,04-1,24)100 g al giorno di carne rossa e lavorata insiemeChan et al. 2011Stima per le due carni aggregate.A
Tumore colorettaleRossa non lavorataRR 1,37 (intervallo conservativo 1,01-1,78)Due stelle su cinque100 g al giornoLescinsky et al. (Burden of Proof) 2022Intervallo conservativo del metodo.A
Malattie cardiovascolari
Malattie cardiovascolariLavorataHR 1,26 (IC 95% 1,18-1,35)50 g al giornoShi et al. 2023Meta-analisi di 43 studi, 4,46 milioni di partecipanti.A
Malattie cardiovascolariRossa non lavorataHR 1,11 (IC 95% 1,05-1,16)100 g al giornoShi et al. 2023A
Malattie cardiovascolariLavorataHR 1,07 (IC 95% 1,04-1,11)2 porzioni in più a settimanaZhong et al. 2020Sei coorti statunitensi, 29.682 partecipanti.A
Malattie cardiovascolariRossa non lavorataHR 1,03 (IC 95% 1,01-1,06)2 porzioni in più a settimanaZhong et al. 2020A
Malattie cardiovascolariPollameHR 1,04 (IC 95% 1,01-1,06)2 porzioni in più a settimanaZhong et al. 2020A
Cardiopatia ischemica
Cardiopatia ischemicaRossa non lavorataRR 1,12 (intervallo conservativo 0,99-1,25)Due stelle su cinque100 g al giornoLescinsky et al. (Burden of Proof) 2022Intervallo conservativo del metodo.A
Ictus
Ictus ischemicoRossa non lavorataRR 1,15 (intervallo conservativo 0,93-1,40)Una stella su cinque100 g al giornoLescinsky et al. (Burden of Proof) 2022Intervallo conservativo del metodo.A
Ictus emorragicoRossa non lavorataRR 0,87 (intervallo conservativo 0,56-1,35)Una stella su cinque100 g al giornoLescinsky et al. (Burden of Proof) 2022Intervallo conservativo del metodo.A
Diabete di tipo 2
Diabete di tipo 2LavorataHR 1,15 (IC 95% 1,11-1,20)50 g al giornoLi et al. 2024Meta-analisi su dati individuali di 31 coorti in 20 Paesi.A
Diabete di tipo 2Rossa non lavorataHR 1,10 (IC 95% 1,06-1,15)100 g al giornoLi et al. 2024A
Diabete di tipo 2PollameHR 1,08 (IC 95% 1,02-1,14)100 g al giornoLi et al. 2024Più debole nelle analisi con assunzioni alternative.A
Diabete di tipo 2Rossa non lavorataRR 1,23 (intervallo conservativo 0,96-1,52)Due stelle su cinque100 g al giornoLescinsky et al. (Burden of Proof) 2022Intervallo conservativo del metodo. Glenn et al. (2023) riportano per lo stesso esito un RR convenzionale di circa 1,24.A
Mortalità per tutte le cause
Mortalità per tutte le causeLavorataHR 1,18 (IC 95% 1,11-1,25)50 g al giorno, corretto per l'errore di misuraRohrmann et al. (EPIC) 2013Coorte EPIC: 448.568 persone, 26.344 decessi.B
Mortalità per tutte le causeRossa non lavorataRR 1,10 (IC 95% 0,98-1,22)Consumo più alto contro più bassoLarsson e Orsini 2014Associazione non significativa: l'intervallo include 1.B
Mortalità per tutte le causePollameHR 0,99 (IC 95% 0,97-1,02)2 porzioni in più a settimanaZhong et al. 2020Nessuna associazione.A
Demenza e funzione cognitiva
DemenzaLavorataHR 1,13 (IC 95% 1,08-1,19)0,25 o più porzioni al giorno contro meno di 0,10Li Y. et al. 2025Nurses' Health Study e Health Professionals Follow-Up Study, 133.771 partecipanti. Evidenza emergente.A
Declino cognitivo soggettivoRossa non lavorataRR 1,16 (IC 95% 1,03-1,30)1 o più porzioni al giorno contro meno di 0,5Li Y. et al. 2025A
Disturbi neurocognitiviPollameRR 0,88 (IC 95% 0,80-0,98)Consumo più alto contro più bassoQuan et al. 2022Associazione inversa. Meta-analisi di 24 coorti prospettiche.B
Steatosi epatica non alcolica
Steatosi epatica non alcolicaRossa non lavorataOR 1,28 (IC 95% 1,05-1,55)Consumo più alto contro più bassoZhou et al. 2024Meta-analisi di 10 studi osservazionali, eterogeneità elevata (I quadrato 76%).A
Steatosi epatica non alcolicaLavorataOR 1,20 (IC 95% 1,04-1,37)Consumo più alto contro più bassoZhou et al. 2024Confronto tra il consumo più alto e il più basso. Per 25 g al giorno: OR 1,11 (1,01-1,22).A
Tumore della mammella
Tumore della mammellaRossa non lavorataRR 1,26 (intervallo conservativo 0,98-1,56)Due stelle su cinque100 g al giornoLescinsky et al. (Burden of Proof) 2022Intervallo conservativo del metodo.A
Interpretazione: le stime si riferiscono a dosi e confronti diversi e non vanno sommate né confrontate in valore assoluto tra esiti. La direzione è coerente per la carne lavorata nella maggior parte degli esiti. Per la carne rossa non lavorata gli intervalli sono più ampi e spesso includono 1. Il pollame ha stime piccole, con segno positivo per alcuni esiti e inverso per altri.

Tipo di dato: stime pubblicate da terzi (dato osservato). HR rapporto di rischio istantaneo, RR rischio relativo, OR rapporto di probabilità. Il filtro per classe agisce sulle sole stime mostrate in questa pagina: nessuna proviene da studi di classe C.

Quanta carne sono 50 e 100 grammi?

La dose di riferimento delle stime è di 50 g al giorno per la carne lavorata e di 100 g al giorno per la carne rossa. Una porzione standard dei LARN, i livelli di assunzione di riferimento della Società Italiana di Nutrizione Umana, è di 50 g per i salumi e di 100 g per la carne rossa, bianca e altre carni. La grandezza è la stessa, ma le basi di peso non coincidono: i LARN si riferiscono al peso crudo, al netto degli scarti, mentre ogni studio ha misurato il consumo con il proprio questionario.

Indicazioni quantitative espresse in peso cotto Peso cotto

  • Nordic Nutrition Recommendations 2023Carne rossa
    fino a 350 g a settimanaAl massimo 350 g a settimana, peso cotto. Carne lavorata il più bassa possibile.
  • WCRFCarne rossa
    350-500 g a settimanaTra 350 e 500 g a settimana, peso cotto. Poca o nessuna carne lavorata.
  • ESC 2021Carne rossa
    350-500 g a settimanaTra 350 e 500 g a settimana. Carne lavorata ridotta al minimo.

Indicazioni espresse in peso crudo Peso crudo

  • CREA 2018Carne rossa
    100-200 g a settimanaPorzione di 100 g, 1-2 volte a settimana.
  • CREA 2018Carne bianca
    100-300 g a settimanaPorzione di 100 g, 1-3 volte a settimana.
  • CREA 2018Carni trasformate e conservate
    fino a 50 g a settimanaPorzione di 50 g, meno di una volta a settimana.

Dosi di riferimento delle stime epidemiologiche Base di peso non omogenea tra gli studi

  • Dose di riferimento, carne lavorataCarne lavorata
    350 g a settimana50 g al giorno per 7 giorni.
  • Dose di riferimento, carne rossaCarne rossa
    700 g a settimana100 g al giorno per 7 giorni.
Interpretazione: una porzione standard è un'unità di misura e non un limite sanitario. Le indicazioni espresse in peso cotto e quelle in peso crudo non si confrontano tra loro senza conoscere la perdita di peso in cottura, che varia con il taglio e il metodo.

Tipo di dato: indicazioni delle istituzioni riportate come pubblicate. I valori settimanali delle dosi di riferimento sono un indicatore calcolato (50 g e 100 g moltiplicati per 7 giorni). Per le frequenze CREA i valori settimanali sono il prodotto della porzione per il numero di volte indicato.

Che cosa raccomandano le istituzioni

Le indicazioni differiscono per quantità, per base di peso e per natura del documento. Alcune sono limiti quantitativi, altre sono indirizzi qualitativi, altre ancora documenti informativi senza una raccomandazione propria.

Indicazioni sul consumo di carne rossa e lavorata nei documenti istituzionali e nelle linee guida.
DocumentoCarne rossaCarne lavorataBase di pesoNote
Nordic Nutrition Recommendations 2023Raccomandazioni nazionaliAl massimo 350 g a settimanaIl più bassa possibilePeso cottoValori più bassi per ragioni ambientali.
WCRF/AICRRapporto di espertiTra 350 e 500 g a settimanaPoca o nessunaPeso cottoPer la carne lavorata nessun livello di consumo è associato all'assenza di rischio di tumore colorettale.
ESC 2021Linee guida clinicheTra 350 e 500 g a settimanaRidotta al minimoNon specificataSchema alimentare prevalentemente vegetale. Il testo aggiunge che una restrizione della carne rossa può avere effetto scarso o nullo sugli esiti cardiometabolici maggiori.
AHA 2021Dichiarazione scientificaTagli magri non lavorati, se si consumaDa evitare, preferire proteine vegetaliNon quantitativaPrevalenza di proteine vegetali (legumi e frutta a guscio), pesce e frutti di mare.
CREA, Linee guida per una sana alimentazione 2018Linee guida nazionaliPorzione di 100 g, 1-2 volte a settimanaPorzione di 50 g, meno di una volta a settimanaPeso crudoCarne bianca: porzione di 100 g, 1-3 volte a settimana.
LARN V revisione, SINU 2024Livelli di assunzione di riferimentoPorzione standard di 100 gSalumi: porzione standard di 50 gPeso crudo, al netto degli scartiNessun limite di frequenza: rinvia alle frequenze CREA 2018.
OMS e IARCOrganismi internazionaliIl rischio cresce con la quantitàIl rischio cresce con la quantitàNon quantitativaI dati non hanno consentito di concludere sull'esistenza di un livello sicuro. L'OMS sta sviluppando una linea guida sul consumo di alimenti di origine animale.
OMS, information brief 2023Documento informativoLe raccomandazioni correnti indicano tra 98 e 500 g a settimanaLivello sicuro non stabilitoNon specificataIl documento non formula una raccomandazione propria.
NutriRECS 2019Linea guida con metodo GRADERaccomandazione debole di continuare i consumi abitualiRaccomandazione debole di continuare i consumi abitualiNon quantitativaCertezza dell'evidenza bassa.
Dietary Guidelines for Americans 2025-2030Documento di indirizzoTra gli alimenti proteici raccomandatiNon quantificataNon quantitativaIl rapporto del comitato scientifico, che privilegiava le proteine vegetali, non è stato accolto. Il processo è stato contestato da docenti di Harvard Chan e criticato in senso opposto dalla National Cattlemen's Beef Association.

Tipo di dato: indicazioni riportate come pubblicate nei documenti. Le Dietary Guidelines for Americans sono un documento di indirizzo con un processo contestato e non una fonte di letteratura scientifica.

Perché gli esperti non sono d'accordo su tutto

Le divergenze tra le valutazioni riguardano il metodo di giudizio e non i dati. Nessuno dei metodi, indipendenti o scettici, trova un effetto protettivo della carne lavorata, e quando stima un effetto lo stima nella direzione del danno. Il disaccordo riguarda l'entità, la certezza e la soglia oltre la quale formulare una raccomandazione.

IARC e WCRF

Integrano coorti, dose-risposta, coerenza tra popolazioni e meccanismi biologici, con criteri vicini a quelli di Bradford Hill. Per gli esiti a lunga latenza gli studi randomizzati non sono realizzabili.

NutriRECS

Applica il sistema GRADE alle coorti, partendo da una certezza bassa perché osservazionali. Raccomanda in modo debole di continuare i consumi abituali, con certezza bassa. La revisione che la sostiene stima comunque una riduzione molto piccola del rischio con meno carne. Il sistema GRADE, nato per i farmaci, è stato criticato per l'uso in nutrizione, tra gli altri da Frank Hu di Harvard.

Burden of Proof

Usa una meta-regressione che rilassa l'ipotesi di linearità e incorpora l'eterogeneità tra studi, e produce un intervallo conservativo e un punteggio a stelle. Per la carne rossa non lavorata ottiene da una a due stelle su cinque.

Lo stesso esito, tre metodi: carne rossa non lavorata e diabete di tipo 2

  • Meta-analisi su dati individuali di 31 coorti (Li C. et al. 2024)HR 1,10 (IC 95% 1,06-1,15)
  • Meta-analisi convenzionale, come riportata da Glenn et al. (2023)RR circa 1,24, intervallo non riportato nella lettera
  • Burden of Proof (Lescinsky et al. 2022)RR 1,23 (intervallo conservativo 0,96-1,52)

Glenn, Gu, Hu, Wang e Willett (Nature Medicine 2023, Harvard Chan, sostegno NIH) sostengono che gli intervalli di incertezza del Burden of Proof siano molto più ampi di quelli dei metodi convenzionali e che includano il valore nullo anche dove la meta-analisi convenzionale mostra un'associazione. È una critica metodologica pubblicata come Matters arising e non una confutazione dei dati.

Interpretazione: le stelle misurano la cautela del metodo di stima e non la grandezza dell'associazione. Anche nella revisione delle revisioni le conclusioni dipendono dal peso dato ai diversi disegni: Zhang et al. (2022) giudicano la carne rossa e lavorata «più dannosa che benefica», mentre Hill et al. (2022, fonte di classe C) giudicano poco probabile una relazione causale con le malattie cardiovascolari.

Tipo di dato: stime pubblicate da terzi (dato osservato) e valutazioni di metodo. Gli intervalli dei tre metodi non sono confrontabili come misure della stessa quantità: derivano da insiemi di studi diversi.

Conta ciò che si mangia al posto della carne

Il risultato di una riduzione della carne dipende da ciò che la sostituisce. Le analisi di sostituzione indicano sempre l'alimento di partenza e quello di arrivo. La freccia non rappresenta una causalità quando lo studio è osservazionale.

1 porzione al giorno di carne rossa lavorataFrutta a guscio e legumi

Demenza

HR 0,81 (0,75-0,86)

Declino cognitivo soggettivo: RR 0,79 (0,68-0,92). Invecchiamento cognitivo: 1,37 anni in meno (da 0,25 a 2,49).

Li Y. et al., Neurology 2025. Coorti osservazionali. Classe A.

100 kcal di carne rossa e lavorataPesce grasso, yogurt, formaggio o uova

Cardiopatia ischemica

Rischio inferiore di circa il 20%

Il pollame non è associato a cardiopatia ischemica nella stessa coorte.

Key et al., Circulation 2019 (EPIC). Coorte osservazionale. Classe A.

Carne lavorataCarne rossa non lavorata o pollame

Incidenza di diabete di tipo 2

Associata a minore incidenza

La fonte riporta la direzione dell'associazione per la sostituzione, senza una stima in questa sintesi.

Li C. et al., Lancet Diabetes Endocrinol 2024. Meta-analisi su dati individuali. Classe A.

Carne rossaProteine vegetali di qualità (legumi, soia, frutta a guscio)

Colesterolo totale e LDL

Con la carne rossa: +0,264 mmol/L di colesterolo totale e +0,198 mmol/L di LDL

Rispetto all'insieme delle diete di confronto non emergono differenze significative. Rispetto ai carboidrati raffinati la carne rossa riduce di più i trigliceridi.

Guasch-Ferré et al., Circulation 2019. Meta-analisi di 36 studi randomizzati. Classe A.

CarboidratiGrassi e proteine di origine animale

Mortalità per tutte le cause

HR 1,18 (1,08-1,29)

Con fonti vegetali al posto dei carboidrati: HR 0,82 (0,78-0,87). Il rischio minimo è al 50-55% dell'energia da carboidrati.

Seidelmann et al., Lancet Public Health 2018. Coorte e meta-analisi. Classe A.

Punteggio di dieta a basso contenuto di carboidrati a base animalePunteggio a base vegetale

Mortalità per tutte le cause

Decile estremo del punteggio animale: HR 1,23 (1,11-1,37). Punteggio vegetale: HR 0,80

Il confronto riguarda l'intero modello alimentare, non la sola carne.

Fung et al., Ann Intern Med 2010. Due coorti. Classe A.

Diete ricche di carne

Non esistono coorti dedicate né studi randomizzati di lungo periodo su una dieta composta prevalentemente da carne. Le evidenze disponibili sono indirette: coorti su diete a basso contenuto di carboidrati con fonti animali (Fung 2010, Seidelmann 2018), il confronto tra mangiatori di carne e vegetariani in EPIC-Oxford e un sondaggio autoselezionato.

In EPIC-Oxford (48.188 persone seguite per 18 anni) i vegetariani hanno HR 0,78 (IC 0,70-0,87) per la cardiopatia ischemica, pari a 10 casi in meno ogni 1.000 persone in 10 anni, e HR 1,20 (IC 1,02-1,40) per l'ictus totale, pari a 3 casi in più, soprattutto emorragico. Il confronto non isola la carne, perché i gruppi differiscono per molte abitudini. Il sondaggio di Lennerz et al. (2021) su 2.029 adulti reclutati sui social media riferisce alta soddisfazione e pochi sintomi avversi, con un LDL mediano di 172 mg/dL nel sottogruppo con esami: un campione autoselezionato, senza controlli e con dati riferiti dai partecipanti non consente inferenze sugli esiti di salute.

Apporti nutrizionali: la carne fornisce proteine, ferro, zinco e vitamina B12. Nella UK Biobank un consumo maggiore di carne rossa non lavorata è associato a un rischio più basso di anemia sideropenica (HR 0,80; IC 0,72-0,90 per 50 g al giorno), e lo stesso vale per il pollame (HR 0,83 per 30 g al giorno). La valutazione sanitaria di un'esposizione considera anche questi apporti, senza una compensazione quantitativa con il rischio di malattia.

Tipo di dato: stime pubblicate da terzi (dato osservato). Disegno di ogni studio e classe di indipendenza indicati in ogni scheda.

Chi ha pagato gli studi

Ogni fonte è classificata per finanziamento e legami dichiarati. Una classificazione non invalida né conferma un risultato: permette al lettore di vedere chi ha finanziato lo studio e di confrontare lo stesso esito tra fonti diverse.

A

Classe A

Finanziamento pubblico o filantropico non di settore dichiarato, oppure istituzione intergovernativa. Nessun legame con il settore della carne emerso.

B

Classe B

Nessun legame con il settore emerso, ma finanziatore specifico non letto o non dichiarato. La classe non certifica l'assenza di conflitti.

C

Classe C

Finanziamento dichiarato dal settore della carne, per esempio dal Beef Checkoff o dal Pork Checkoff, programmi di promozione e ricerca finanziati dai produttori statunitensi.

Stime di questa pagina
0 di 25

Stime da studi di classe C. Tutte provengono da fonti di classe A (22) o B (3): escludere la classe C non cambia nessuna stima mostrata.

Studi di classe C
4

Hill 2022, O'Connor 2021, Wang Y. 2025 e Jafari 2025. Riguardano la valutazione causale delle malattie cardiovascolari, glicemia e infiammazione, TMAO: sono letti accanto agli studi indipendenti sullo stesso esito.

Fonti classificate
32

Classe A: 18. Classe B: 10. Classe C: 4.

Classe della fonte
Fonti citate nel dossier, con finanziamento e conflitti dichiarati.
FonteClasseFinanziamento e legami rilevatiUso nel dossier
IARC, Monografia 114 (Bouvard et al. 2015)Valutazione di un gruppo di lavoroAAgenzia intergovernativa dell'OMS. Esaminati oltre 800 studi.Classificazione di carne lavorata e carne rossa
Nordic Nutrition Recommendations 2023Raccomandazioni nazionaliANordic Council of Ministers, cooperazione intergovernativa.Raccomandazioni e valutazione dell'evidenza
WCRF/AICRRapporto di espertiBOrganizzazione non profit. Soglie e grado di evidenza confermati sulla pagina ufficiale; testo integrale dei rapporti non consultato.Raccomandazioni e giudizio sul tumore colorettale
Chan et al. 2011Meta-analisi di coortiAImperial College London. Finanziata da World Cancer Research Fund International (grant 2007/SP01), che non ebbe ruolo nello studio. Nessun conflitto dichiarato. Il finanziatore coincide con l'ente che formula le raccomandazioni WCRF.Tumore colorettale, dose-risposta
Huang et al. 2021Umbrella reviewAWest China Hospital, Sichuan University. National Natural Science Foundation of China e Dipartimento di scienza e tecnologia del Sichuan. Nessun conflitto dichiarato.Contesto oncologico fuori dal colon-retto
Lescinsky et al. 2022 (Burden of Proof)Meta-regressione con valutazione dell'evidenzaAIHME, Università di Washington. Bill & Melinda Gates Foundation, Bloomberg Philanthropies ed enti pubblici. Nessun conflitto dichiarato.Stime con intervallo conservativo
Glenn et al. 2023Critica metodologica (Matters arising)AHarvard T.H. Chan School of Public Health. Sostegno NIH.Lettura critica del Burden of Proof
Shi et al. 2023Meta-analisiAHealth and Medical Research Fund di Hong Kong. Nessun conflitto dichiarato.Malattie cardiovascolari
Zhong et al. 2020Sei coorti statunitensiANorthwestern e Cornell. Sostegno NIH.Malattie cardiovascolari, mortalità, rischio assoluto
Li C. et al. 2024Meta-analisi su dati individualiAUE, Medical Research Council e NIHR Cambridge. Due coautori dichiarano rapporti con enti del settore lattiero-caseario per lavori non correlati.Diabete di tipo 2
Li Y. et al. 2025Coorti prospetticheAHarvard T.H. Chan School of Public Health. Finanziamento NIH. Nessuna dichiarazione rilevante.Demenza e declino cognitivo, sostituzione
Guasch-Ferré et al. 2019Meta-analisi di studi randomizzatiAHarvard T.H. Chan School of Public Health. Sostegno NIH.Fattori di rischio cardiovascolare, sostituzione
Fung et al. 2010Due coortiAHarvard e Brigham and Women's Hospital. Sostegno NIH.Diete a basso contenuto di carboidrati
Seidelmann et al. 2018Coorte e meta-analisiAHarvard e Brigham and Women's Hospital. Sostegno NIH.Diete a basso contenuto di carboidrati
Key et al. 2019 (EPIC)Coorte prospettiva europeaAMedical Research Council, Cancer Research UK, Wellcome Trust, Unione europea e European Research Council. Dichiarazioni dei conflitti: nessuna.Cardiopatia ischemica, sostituzione
Papier et al. 2021 (UK Biobank)Coorte prospettivaAWellcome Trust, Cancer Research UK e Medical Research Council. Nessun interesse in conflitto dichiarato.Anemia sideropenica e altri esiti
Tong et al. 2019 (EPIC-Oxford)Coorte prospettivaAMedical Research Council e Wellcome Trust. Nessun legame finanziario rilevante dichiarato.Confronto tra mangiatori di carne e vegetariani
Zhou et al. 2024Meta-analisiANatural Science Foundation of Chongqing. Nessun interesse rilevante dichiarato.Steatosi epatica non alcolica
Lennerz et al. 2021Sondaggio su 2.029 adultiASovvenzioni pubbliche NIDDK e NCCIH. Un autore dichiara royalties per libri che raccomandano una dieta a ridotto contenuto di carboidrati. Campione autoselezionato.Dieta carnivora
Rohrmann et al. 2013 (EPIC)Coorte prospettiva europeaBConsorzio accademico e IARC. Gli autori dichiarano nessun conflitto di interessi; finanziamento non indicato nel testo letto.Mortalità per tutte le cause
Larsson e Orsini 2014Meta-analisiBUniversità europee. Nessun legame con il settore emerso; testo non letto.Mortalità per tutte le cause
Quan et al. 2022Meta-analisiBUniversità cinesi. Nessun legame con il settore emerso; testo non letto.Disturbi neurocognitivi
Medeiros et al. 2022Meta-analisiBUniversità brasiliane. Nessun legame con il settore emerso; testo non letto.Ictus
Sun et al. 2022Meta-analisiBGuangzhou University of Chinese Medicine. Gli autori dichiarano l'assenza di relazioni commerciali o finanziarie; finanziamento non indicato nel testo letto.Lipidi e infiammazione
Zhang et al. 2022Umbrella reviewBSichuan. Nessun legame con il settore emerso; testo non letto.Revisione delle revisioni
Abete et al. 2014Meta-analisiBUniversità europee. Nessun legame con il settore emerso; testo non letto.Mortalità
Wang X. et al. 2016Meta-analisiBNessun legame con il settore emerso; testo non letto.Mortalità
Johnston et al. 2019 e Zeraatkar et al. 2019 (NutriRECS)Linea guida e revisione sistematicaBNessun finanziamento dichiarato su PubMed; criteri rigorosi sui conflitti dei 14 membri del panel. Il New York Times (2019) ha riportato la mancata dichiarazione di un finanziamento 2015 dell'International Life Sciences Institute al primo autore per un altro tema. Nessun elemento su un'influenza sul lavoro sulla carne.Raccomandazione e certezza dell'evidenza
Hill et al. 2022Umbrella review con criteri di Bradford HillCPurdue University. Testo letto: sostegno in parte dal Beef Checkoff. L'autore senior dichiara sostegni da Beef e Pork Checkoff, National Cattlemen's Beef Association e altre organizzazioni di settore.Valutazione causale delle malattie cardiovascolari
O'Connor et al. 2021Meta-analisi di studi randomizzatiCFinanziata dal Pork Checkoff. L'autore senior dichiara sostegni da National Cattlemen's Beef Association, National Pork Board, National Dairy Council e North American Meat Institute.Glicemia e infiammazione
Wang Y. et al. 2025Meta-analisi su infiammazioneCNational Cattlemen's Beef Association, contractor del Beef Checkoff. Dichiarazioni di conflitto estese a più autori.Infiammazione
Jafari et al. 2025Revisione sistematica di studi randomizzatiCNational Cattlemen's Beef Association, contractor del Beef Checkoff. L'autrice senior ha ricevuto un grant e onorari dalla stessa associazione.TMAO

Nessun gruppo di ricerca è privo di orientamento, nei due sensi. La direttrice di Annals of Internal Medicine ha osservato nel 2019 che anche i critici delle linee guida sulla carne hanno conflitti non dichiarati. La lettura qui proposta non poggia su un gruppo, ma sulla convergenza di gruppi con affiliazioni e posizioni diverse: IARC e OMS, WCRF, il consorzio EPIC, le Università di Oxford e di Cambridge, la Harvard T.H. Chan School of Public Health, l'Institute for Health Metrics and Evaluation e il consorzio NutriRECS, che ha prodotto la lettura più scettica.

Tipo di dato: classificazione basata sulle etichette di sostegno alla ricerca di PubMed, sul testo integrale dove consultato e sulle dichiarazioni di conflitto riportate dagli autori. Per le fonti di classe B che citano un finanziatore generico il testo originale può dare maggiori dettagli.

Il contesto italiano

I dati italiani non permettono di attribuire casi di tumore al consumo di carne. Servono a rispondere a una domanda diversa: quanti nuovi casi di tumore colorettale vengono stimati in Italia e quanto lo screening condiziona le differenze territoriali nelle diagnosi.

Tumore colorettale, casi stimati in Italia nel 2025 (AIRTUM, Fabiano et al. 2026, Tabella 1).
SessoCasi stimati 2025Tasso standardizzato per 100.000Quota di tutti i tumori
Uomini22.80068,612,5%
Donne18.90047,410,5%
Totale41.700Non riportato11,5%

Tipo di dato: stima pubblicata dall'AIRTUM con trend costanti (dato osservato, stima di terzi). Nella pubblicazione il riassunto riporta 23.000 casi e tassi di 69,0 e 47,0, mentre la Tabella 1 e il testo dei risultati riportano i valori qui indicati: il dossier usa la Tabella 1. Per il tumore colorettale le stime nazionali dei nuovi casi differiscono tra fonti e metodi: 41.700 casi nella stima AIRTUM con trend costanti, 55.883 secondo l'ECIS e 56.101 secondo GLOBOCAN per il 2025.

Lo screening condiziona le diagnosi

Screening colorettale, dati disponibili nel volume AIOM, AIRTUM, PASSI «I numeri del cancro in Italia 2023».
IndicatoreAreaValore
Estensione dello screening colorettale 2021 (inviti sugli aventi diritto)Centro100%
Estensione dello screening colorettale 2021Sud43,7%
Estensione dello screening colorettale 2021Italia79,4%
Copertura dello screening colorettale 2022 (test eseguiti)Nord38%
Copertura dello screening colorettale 2022Centro28%
Copertura dello screening colorettale 2022Italia27%
Interpretazione: l'estensione e la partecipazione allo screening differiscono tra aree del Paese. Le differenze territoriali nelle diagnosi di tumore colorettale riflettono anche l'intensità dello screening e non sono leggibili come effetto del consumo di carne. Il volume non contiene tassi di incidenza del colon-retto per regione né dati regionali sul consumo di carne.

Tipo di dato: dati dell'Osservatorio Nazionale Screening riportati nel volume AIOM, AIRTUM, PASSI 2023 (dato osservato).

La spesa delle famiglie per la carne e la disponibilità alimentare non misurano i grammi consumati da una persona. I dati sulla spesa sono nella vista dedicata ai consumi.

Come leggere i dati

Carne lavorata
Carne trasformata con salagione, stagionatura, fermentazione, affumicatura o altri processi per migliorarne il sapore o la conservazione: salumi, wurstel, carne in scatola. La classificazione dipende dal processo e non dall'animale.
Carne rossa non lavorata
Carne muscolare di mammiferi non trasformata: manzo, vitello, maiale, agnello, cavallo, capra.
Pollame non lavorato
Carne fresca di pollo, tacchino e altri volatili da cortile. Quando è lavorata rientra nella carne lavorata.
Rischio relativo (RR), hazard ratio (HR), odds ratio (OR)
Rapporti tra il rischio in chi ha un consumo più alto e in chi ha un consumo di riferimento. Un valore di 1,18 indica un rischio più alto del 18% rispetto al riferimento. Non misurano quante persone si ammalano.
Intervallo di confidenza al 95%
Intervallo di valori compatibili con i dati dello studio. Se include 1, l'associazione non è statisticamente significativa.
Dose-risposta
Come cambia il rischio al crescere della quantità consumata, riferito a un incremento stabilito (per esempio 50 g al giorno).
Differenza assoluta di rischio
Differenza tra il rischio in due gruppi, espressa in punti percentuali o in persone ogni 1.000 in un periodo definito.
Associazione e causalità
Nel dossier «causa» è riservata alle valutazioni istituzionali che concludono per un'evidenza causale sufficiente. Negli altri casi si usa «associato a».
GRADE e AMSTAR
GRADE valuta la qualità dell'evidenza, da molto bassa ad alta. AMSTAR valuta la qualità metodologica di una revisione sistematica, da 0 a 11.
Burden of Proof
Metodo dell'Institute for Health Metrics and Evaluation che stima il rischio con un intervallo conservativo e assegna da una a cinque stelle alla forza dell'evidenza.
Classe di indipendenza
Classificazione A, B o C della fonte in base a finanziamento e legami dichiarati.

Limiti dell'analisi

Le stime sono associazioni osservazionali. Gli studi di coorte risentono di confondimento residuo, di errori nei questionari di frequenza alimentare e della mediazione dell'indice di massa corporea. L'errore di misura è rilevante: in EPIC la correzione ha azzerato la significatività della carne rossa non lavorata per la mortalità.
Dosi, porzioni e basi di peso non sono omogenee. Gli studi definiscono la porzione con il proprio questionario. Le indicazioni delle istituzioni sono espresse in peso cotto o crudo, e le due basi non si convertono senza conoscere la cottura.
Il rischio relativo non è rischio assoluto. Il dossier riporta differenze assolute solo dove sono pubblicate dagli autori. Non attribuisce una quota dei tumori italiani alla carne e non costruisce un rischio nell'arco della vita dai tassi annuali.
Le popolazioni studiate non coincidono con quella italiana. Le stime sul rischio assoluto vengono da coorti statunitensi. Le meta-analisi aggregano popolazioni nordamericane, europee e asiatiche, con associazioni più nette in Nord America, Europa e Pacifico occidentale.
Per demenza e steatosi epatica l'evidenza è recente. Le associazioni vengono da pochi studi osservazionali, con eterogeneità elevata e cautela raccomandata dagli stessi autori.
Gli studi randomizzati brevi misurano fattori di rischio. Durano settimane o pochi mesi e misurano colesterolo, glicemia, infiammazione o TMAO, non malattie che si sviluppano in anni. I due tipi di evidenza misurano orizzonti diversi e non si contraddicono.
Alcune fonti di classe B non sono state lette nel finanziamento. Per Rohrmann, Larsson e Orsini, Quan, Medeiros, Sun, Zhang, Abete, Wang X. e per i rapporti WCRF il testo integrale non è stato consultato. La classe non certifica l'assenza di conflitti.
Le stime del Burden of Proof usano un intervallo conservativo. Le stelle misurano la cautela del metodo, che è stato criticato per l'ampiezza degli intervalli. Le righe sono mostrate con marcatore distinto.
I dati italiani sono stime di incidenza e dati di screening. Non contengono il consumo di carne e non consentono confronti territoriali con la spesa o la disponibilità alimentare. Le stime nazionali dei nuovi casi differiscono tra fonti e metodi.

Cosa manca per completare il quadro →

Fonti e metodo

Evidenza prevalente: Evidenze miste

Dati e documenti sono stati acquisiti e verificati il 19 ottobre 2026. Le stime sono riportate come pubblicate dagli autori. La mappa delle evidenze e le interpretazioni sono elaborazioni editoriali dichiarate come tali. Le sezioni indicano per ogni grafico che cosa può e non può dimostrare.

Valutazioni e documenti istituzionali

Letteratura scientifica

  • Chan DSM, et al. Red and processed meat and colorectal cancer incidence. PLoS One 2011;6:e20456. DOI
  • Huang Y, et al. Red and processed meat consumption and cancer outcomes: umbrella review. Food Chemistry 2021;356:129697. DOI
  • Shi W, et al. Red meat consumption, cardiovascular diseases, and diabetes. European Heart Journal 2023;44:2626. DOI
  • Zhong VW, et al. Associations of processed meat, unprocessed red meat, poultry, or fish intake with incident cardiovascular disease and all-cause mortality. JAMA Internal Medicine 2020;180:503. DOI
  • Li C, et al. Meat consumption and incident type 2 diabetes: an individual-participant federated meta-analysis. Lancet Diabetes and Endocrinology 2024;12:619. DOI
  • Rohrmann S, et al. Meat consumption and mortality: results from EPIC. BMC Medicine 2013;11:63. DOI
  • Larsson SC, Orsini N. Red meat and processed meat consumption and all-cause mortality. American Journal of Epidemiology 2014. DOI
  • Li Y, et al. Long-term intake of red meat in relation to dementia risk and cognitive function in US adults. Neurology 2025;104:e210286. DOI
  • Quan W, et al. Association of dietary meat consumption habits with neurodegenerative cognitive impairment. Food and Function 2022;13:12590. DOI
  • Zhou Q, et al. Association between processed and unprocessed red meat consumption and risk of nonalcoholic fatty liver disease. Journal of Global Health 2024;14:04060. DOI
  • Lescinsky H, et al. Health effects associated with consumption of unprocessed red meat: a Burden of Proof study. Nature Medicine 2022;28:2075. DOI
  • Glenn AJ, Gu X, Hu FB, Wang M, Willett WC. Concerns about the Burden of Proof studies. Nature Medicine 2023;29:823. DOI
  • Guasch-Ferré M, et al. Meta-analysis of randomized controlled trials of red meat consumption in comparison with various comparison diets on cardiovascular risk factors. Circulation 2019;139:1828. DOI
  • Key TJ, et al. Consumption of meat, fish, dairy products, and eggs and risk of ischemic heart disease. Circulation 2019;139:2835. DOI
  • Tong TYN, et al. Risks of ischaemic heart disease and stroke in meat eaters, fish eaters, and vegetarians over 18 years of follow-up. BMJ 2019;366:l4897. DOI
  • Papier K, et al. Meat consumption and risk of 25 common conditions in the UK Biobank. BMC Medicine 2021;19:53. DOI
  • Fung TT, et al. Low-carbohydrate diets and all-cause and cause-specific mortality. Annals of Internal Medicine 2010;153:289. DOI
  • Seidelmann SB, et al. Dietary carbohydrate intake and mortality. Lancet Public Health 2018;3:e419. DOI
  • Lennerz BS, et al. Behavioral characteristics and self-reported health status among 2029 adults consuming a «carnivore diet». Current Developments in Nutrition 2021;5:nzab133. DOI
  • Johnston BC, et al. Unprocessed red meat and processed meat consumption: dietary guideline recommendations from the NutriRECS Consortium. Annals of Internal Medicine 2019;171:756. DOI
  • Zeraatkar D, et al. Red and processed meat consumption and risk for all-cause mortality and cardiometabolic outcomes. Annals of Internal Medicine 2019;171:703. DOI
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Dati italiani

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  • AIOM, AIRTUM, PASSI. I numeri del cancro in Italia 2023, dati dell'Osservatorio Nazionale Screening. Pubblicazione AIRTUM

Scheda completa di ogni fonte nel Registro Dati →

Immagine di copertina: composizione delle prime pagine di Chan DSM et al., PLoS ONE 2011 (DOI), Lescinsky H et al., Nature Medicine 2022 (DOI) e Sun L et al., Frontiers in Cardiovascular Medicine 2022 (DOI), pubblicate con licenza Creative Commons Attribution (CC BY). Le pagine sono state ritagliate, ruotate e sovrapposte.