Quanto grano italiano c'è davvero nel pane e nella pasta che mangiamo?
Pane e pasta nascono dallo stesso cereale, ma non dalla stessa varietà: il grano duro fa la pasta, il grano tenero fa il pane. Le due filiere hanno un'autosufficienza molto diversa, e l'Italia le tratta anche in modo diverso sui mercati, esportando la pasta in tutto il mondo mentre il pane resta un prodotto in gran parte locale. Questa pagina segue entrambe con i dati già raccolti da MapTheFood, con fonti e limiti dichiarati a ogni passaggio.
Due grani, due filiere
"Grano" non è un prodotto solo: in Italia si coltivano due specie diverse, con usi diversi. Il grano duro, ricco di glutine e proteine, è la materia prima della semola e quindi della pasta, oltre che di una parte del pane del Sud. Il grano tenero, macinato in farina, è la base del pane, della pizza, dei prodotti da forno e di una quota della pasta più economica. Nel 2024 l'Italia copre il 57,9% del grano duro che utilizza e appena il 28,7% del grano tenero: la pasta italiana nasce da un cereale molto più autosufficiente di quello che finisce nel pane.
La materia prima della pasta. In calo dal 2012, ma sempre la più alta dei due grani.
La materia prima del pane. Il valore più basso di tutto il paniere di dipendenza alimentare tracciato da MapTheFood, kiwi compreso.
Il grano duro, un declino di lungo periodo
Nel 2012 l'Italia produceva il 75,4% del grano duro che utilizzava. Da allora l'autosufficienza è scesa in modo non lineare ma strutturale, fino al 56-58% degli ultimi anni: 56,5% nel 2020, 70,6% nel 2022 (l'anno migliore della serie recente), 56,3% nel 2023, 57,9% nel 2024. Non un crollo improvviso, un calo di oltre quindici anni che ha eroso quasi 18 punti percentuali di autosufficienza.
Inizio della serie tracciata da MapTheFood.
Il valore più alto dell'ultimo quinquennio.
In salita di un punto e mezzo rispetto al 2023 (56,3%).
Il grano tenero, il più dipendente di tutto il paniere
Il grano tenero segue una traiettoria diversa e più preoccupante: 36,1% nel 2020, un picco al 38,6% nel 2021, poi un calo quasi ininterrotto fino al 28,7% del 2024, il valore più basso mai registrato nella serie 2020-2024 e il più basso di tutti i cinque prodotti alimentari che MapTheFood traccia in questo paniere, kiwi compreso. In pratica, più di sette pagnotte su dieci in Italia nascono da grano che non è stato coltivato qui.
Il valore più alto della serie.
Minimo della serie, e il valore più basso di tutto il paniere.
Chi rifornisce l'Italia di grano estero
Il grano duro che arriva dall'estero si distribuisce su più fornitori di quanto si pensi, e la concentrazione sta anzi diminuendo: il Canada, primo fornitore, scende dal 28,5% della quota import nel 2023 al 22,3% nel 2024, mentre l'indice di concentrazione (HHI) cala da 1.521,6 a 1.256,7. Il grano tenero segue il percorso opposto: l'Ungheria, primo fornitore, sale dal 24,6% al 25,8%, con una concentrazione dei primi tre paesi (CR3) che passa dal 47,6% al 48,1%.
CR3 53,6%, CR5 70,7%, HHI 1.256,7: in calo su tutti gli indicatori rispetto al 2023.
CR3 48,1%, CR5 67,5%, HHI 1.260,1: in leggera crescita rispetto al 2023.
Per chi vuole il dettaglio metodologico
Per il grano tenero, questi indici di concentrazione sono calcolati su una base di import lievemente sottostimata: un limite noto delle statistiche doganali COMEXT, corretto per il totale mondiale (vedi «Limiti») ma non riattribuibile per singolo paese fornitore. L'ordine di grandezza e il primo fornitore restano affidabili, il valore assoluto della concentrazione va letto come indicativo.
Quanta pasta produce e vende l'Italia nel mondo
Nonostante il calo di autosufficienza sulla materia prima, l'industria della pasta italiana resta la più grande al mondo. Nel 2024 l'Italia ha prodotto oltre 4,2 milioni di tonnellate di pasta, quasi il 69% dell'intera produzione dell'Unione Europea (circa 6 milioni di tonnellate in totale). Ne ha esportate 2,2 milioni di tonnellate, il 55% verso altri paesi UE e il 45% fuori dall'Unione, con Germania, Francia, Stati Uniti, Regno Unito, Spagna e Polonia tra i mercati principali e gli Stati Uniti primo mercato extra-UE. Gli italiani restano anche i primi consumatori al mondo, con 23,3 chili di pasta a testa all'anno.
Il 69% della produzione dell'intera Unione Europea.
55% verso l'UE, 45% fuori dall'Unione.
Il valore più alto al mondo.
Il pane, un mercato più frammentato
Il pane racconta una filiera diversa da quella della pasta: niente grandi numeri d'esportazione, ma un tessuto capillare di piccole imprese locali. Nel 2023 il settore della panificazione italiana ha generato 13 miliardi di euro di ricavi, distribuiti su oltre 46.000 imprese. Il 91,8% di queste imprese ha meno di dieci addetti, ma genera solo il 33% dei ricavi complessivi: l'8,2% delle imprese più grandi, pur essendo una minoranza, produce il restante 67% del fatturato del settore.
Il 91,8% con meno di dieci addetti.
Generata dall'8,2% delle imprese, quelle sopra i dieci addetti.
L'origine del grano deve stare in etichetta, ma l'obbligo è provvisorio
Dal 2017 un decreto interministeriale impone alla pasta di semola di grano duro prodotta in Italia di indicare in etichetta il paese di coltivazione del grano e il paese di molitura. Quando il grano viene da più paesi, l'etichetta può usare diciture come "Paesi UE", "Paesi extra UE" o, se almeno metà del grano viene da un solo paese, formule come "Italia e altri Paesi UE e/o extra UE". Non è però una norma definitiva: va rinnovata periodicamente con un nuovo decreto, ed è stata prorogata più volte, l'ultima a dicembre 2025 dai ministeri dell'Agricoltura, delle Imprese e della Salute, fino al 31 dicembre 2026.
Limiti dell'analisi
Fonti e metodo
- Eurostat COMEXT (DS-045409), commercio import/export di grano duro e grano tenero
- Eurostat, produzione agricola (apro_cpsh1), grano duro e grano tenero
- ISMEA, Bilanci di approvvigionamento, validazione esterna indipendente
- Unione Italiana Food, dati su produzione, export e consumo pro capite di pasta, assemblea annuale giugno 2025, dati 2024
- Format Research per AIBI (Associazione Italiana Bakery Ingredients), dati sul settore della panificazione, Sigep 2024
- Decreti interministeriali MASAF, MIMIT e Ministero della Salute sull'etichettatura d'origine del grano nella pasta
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