La PAC corregge la concentrazione dei suoi pagamenti?

Sostegno di base, pagamento redistributivo, eco-schemi e aiuti accoppiati nei pagamenti diretti PAC 2024 e 2025: quale strumento sposta i fondi, in quale direzione e di quanto, e che cosa cambierebbe in Italia con le regole proposte per il 2028-2034.

Italia · pagamenti diretti PAC · esercizi finanziari 2024 e 2025 · fonte AGEA · Aggiornato il 29 settembre 2026

Sintesi

Punto chiave
Il pagamento redistributivo riduce dal 62,0% al 57,2% la quota dei pagamenti diretti che va al 10% dei beneficiari con gli importi più grandi. Gli aiuti accoppiati vanno per il 79,6% a questo stesso 10%.

I pagamenti diretti della PAC valgono 3,47 miliardi di euro nel 2025 e arrivano a 689.386 beneficiari. Sono composti da cinque strumenti, ciascuno con una regola propria: il redistributivo sposta fondi verso le aziende piccole e medie, gli aiuti accoppiati verso i beneficiari che ricevono gli importi complessivi più elevati, il sostegno di base e gli eco-schemi sono in larga parte collegati agli ettari o ai capi ammissibili.

100 euro di pagamenti diretti

Programmato nel Piano strategico, per anno3.496,2 milioni di euro
Erogato, esercizio 20243.325,8 milioni di euro
Erogato, esercizio 20253.468,6 milioni di euro
Sostegno di baseRedistributivoGiovani agricoltoriEco-schemiAiuti accoppiati
Quote sul totale dei pagamenti diretti. Programmato: dotazione annua del Piano strategico della PAC 2023-2027 (3.496,5 milioni di euro). Erogato: pagamenti dell'esercizio finanziario, che comprendono anche pagamenti tardivi di domande degli anni precedenti. Giovani agricoltori: 2,0% programmato, 1,7% nel 2024 e 1,4% nel 2025.
Pagamenti diretti per strumento, milioni di euro
StrumentoProgrammato per annoErogato 2024Erogato 2025
Sostegno di base1.678,21.589,61.659,4
Redistributivo349,6341,4346,5
Giovani agricoltori69,957,050,2
Eco-schemi874,1846,0907,4
Aiuti accoppiati524,4491,8505,1
Totale3.496,23.325,83.468,6

Come leggere i dati

I pagamenti diretti sono la parte della PAC pagata ogni anno alle aziende agricole, in larga parte per ettaro. Dal 2023 sono composti da cinque strumenti: il sostegno di base (BISS, Basic Income Support for Sustainability), legato ai titoli all'aiuto e alla superficie; il pagamento redistributivo (CRISS, Complementary Redistributive Income Support for Sustainability), 81,7 euro per ettaro sui primi 14 ettari, per le sole aziende fino a 50 ettari; il sostegno ai giovani agricoltori; gli eco-schemi, che remunerano impegni per clima, ambiente e benessere animale; gli aiuti accoppiati, legati ai capi allevati o a colture specifiche.

La concentrazione è misurata sui soli pagamenti diretti, dove il beneficiario è l'azienda agricola. Il resto del FEAGA (Fondo europeo agricolo di garanzia) comprende interventi settoriali e di mercato, per ortofrutta, vino e olio, pagati in gran parte a organizzazioni di produttori e cooperative: calcolata su tutto il FEAGA, la concentrazione è più alta, con un indice di Gini di 0,730 nel 2025 contro 0,686 dei soli pagamenti diretti. Nel 2025 il 47,8% dei fondi FEAGA ricevuti dall'1% dei beneficiari con gli importi più grandi è costituito da questi interventi.

Per chi vuole il dettaglio metodologico

Fonte: registro di trasparenza AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura), esercizi finanziari 2024 e 2025, importi di parte europea al netto dei recuperi. Ogni riga del registro riporta il codice dell'intervento secondo l'allegato IX del regolamento (UE) 2021/2116: I.1 sostegno di base, I.2 redistributivo, I.3 giovani agricoltori, I.4 eco-schemi, I.6 aiuti accoppiati. Un beneficiario corrisponde a un'intestazione del registro; nelle misure di concentrazione sono esclusi i saldi nulli o negativi. L'esercizio finanziario 2024 comprende in prevalenza le domande presentate nel 2023, primo anno della PAC 2023-2027; l'esercizio 2025 le domande 2024 e i pagamenti tardivi. La distribuzione senza redistributivo è una stima a parità di spesa: la dotazione del redistributivo è aggiunta al sostegno di base di ciascun beneficiario in proporzione (fattore 1,209 nel 2025, 1,215 nel 2024).

Analisi

Indice di Gini dei pagamenti diretti
0,686

Esercizio 2025. Vale 0 se tutti ricevono la stessa somma, 1 se tutto va a un solo beneficiario.

Indice di Gini senza redistributivo
0,724

Stima a parità di spesa, con la dotazione del redistributivo aggiunta al sostegno di base.

Quota degli eco-schemi
26,2%

Dei pagamenti diretti erogati nel 2025, contro il 25% programmato.

Aiuti accoppiati al 10% con i pagamenti più grandi
79,6%

Quota degli aiuti accoppiati 2025 ricevuta dal 10% dei beneficiari con i pagamenti diretti più grandi.

Da che cosa sono composti i pagamenti, per classe di importo

meno di 1.250 €41,2% dei beneficiari · 5,8% dei pagamenti
1.250-5.000 €36,1% dei beneficiari · 18,4% dei pagamenti
5.000-20.000 €18,1% dei beneficiari · 34,2% dei pagamenti
20.000-100.000 €4,4% dei beneficiari · 32,2% dei pagamenti
100.000-500.000 €0,3% dei beneficiari · 8,1% dei pagamenti
oltre 500.000 €49 beneficiari · 1,3% dei pagamenti
Sostegno di baseRedistributivoGiovani agricoltoriEco-schemiAiuti accoppiati
Esercizio 2025. Classi per importo totale dei pagamenti diretti ricevuti dal beneficiario. Oltre i 500.000 euro: 49 beneficiari.
Al crescere dell'importo ricevuto cambia la composizione. Sotto i 5.000 euro un quarto dei pagamenti viene dal redistributivo; oltre i 100.000 euro circa un terzo viene dagli aiuti accoppiati. Sostegno di base ed eco-schemi mostrano una distribuzione per classe relativamente simile; entrambi sono in larga parte collegati al numero di ettari o capi ammissibili, pur con condizioni di accesso e importi unitari differenti.

La terra e i pagamenti

In Italia la quota dei pagamenti diretti ricevuta da ciascuna classe di aziende è quasi uguale alla quota di superficie che coltiva. Le aziende fino a 5 ettari sono il 54,6% dei beneficiari, coltivano il 9,2% della superficie e ricevono il 9,5% dei pagamenti. Le aziende oltre 250 ettari sono lo 0,3% dei beneficiari, con l'8,3% della superficie e l'8,5% dei pagamenti. Nell'Unione europea la stessa classe coltiva il 27,3% della superficie e riceve il 22,9% dei pagamenti.

Italia

fino a 5 ha
Beneficiari 54,6%
Superficie 9,2%
Pagamenti 9,5%
5-250 ha
Beneficiari 45,1%
Superficie 82,5%
Pagamenti 82,0%
oltre 250 ha
Beneficiari 0,3%
Superficie 8,3%
Pagamenti 8,5%

Unione europea

fino a 5 ha
Beneficiari 48,3%
Superficie 4,7%
Pagamenti 5,5%
5-250 ha
Beneficiari 50,4%
Superficie 68,0%
Pagamenti 71,6%
oltre 250 ha
Beneficiari 1,3%
Superficie 27,3%
Pagamenti 22,9%
Fonte: Commissione europea, pagamenti diretti dell'esercizio finanziario 2023, riferiti alle domande del 2022: ultimo anno pubblicato con le classi di superficie, precedente all'introduzione del pagamento redistributivo.
La concentrazione dei pagamenti riflette in larga parte quella della terra. Il valore dei titoli all'aiuto, in Italia ancora legato agli importi storici e in convergenza verso la media nazionale fino al 2026, aggiunge differenze per ettaro tra aziende e territori.

L'effetto del pagamento redistributivo

Il pagamento redistributivo vale il 10% dei pagamenti diretti. Rispetto a una distribuzione con la stessa spesa assegnata al sostegno di base, nel 2025 circa 598.000 beneficiari ricevono di più e 78.000 di meno, con uno spostamento netto di 179 milioni di euro. L'indice di Gini scende da 0,724 a 0,686 e il pagamento mediano sale da 1.368 a 1.658 euro. Nel 2024 i valori sono quasi identici: Gini da 0,720 a 0,681, 176 milioni di euro spostati.

10% dei beneficiari con i pagamenti più grandi 57,2% dei fondi con il redistributivo 62,0% senza 50% dei beneficiari con i pagamenti più piccoli 8,3% dei fondi con il redistributivo 6,9% senza 0% 100% dei beneficiari 0% 100% B A 0% 100% dei beneficiari 0% 100%
  1. A50% dei beneficiari con i pagamenti più piccoli: 8,3% dei fondi con il redistributivo, 6,9% senza
  2. B10% dei beneficiari con i pagamenti più grandi: 57,2% dei fondi con il redistributivo, 62,0% senza
Pagamenti diretti 2025, con il redistributivo Stessa spesa senza redistributivo (stima)
Asse orizzontale: beneficiari in fila dal pagamento più piccolo al più grande. Asse verticale: quota cumulata dei pagamenti diretti. Le parentesi a destra misurano la quota del 10% con i pagamenti più grandi: la distanza tra il punto sulla curva e il 100%.

Eco-schemi e ambiente

Gli eco-schemi remunerano impegni per clima, ambiente e benessere animale. Nel Piano strategico italiano sono cinque: riduzione degli antibiotici e benessere animale negli allevamenti, inerbimento delle colture arboree, salvaguardia degli oliveti di valore paesaggistico, sistemi foraggeri estensivi con avvicendamento, colture di interesse per gli impollinatori.

Programmato per anno
874,1 mln €

25% dei pagamenti diretti del Piano strategico.

Erogato nel 2024
846,0 mln €

25,4% dei pagamenti diretti dell'esercizio.

Erogato nel 2025
907,4 mln €

26,2% dei pagamenti diretti dell'esercizio.

Gli eco-schemi si distribuiscono come il sostegno di base: il 60,7% va al 10% dei beneficiari con i pagamenti diretti più grandi, contro il 57,9% del sostegno di base. Sono pagamenti per ettaro o per capo: l'importo tende a crescere con il numero di ettari o capi ammissibili sui quali l'impegno viene assunto.

Un pagamento per un impegno non misura il risultato ambientale ottenuto. La Corte dei conti europea (Relazione speciale 20/2024) valuta i piani 2023-2027 più verdi del periodo precedente ma non all'altezza delle ambizioni dell'Unione in materia di clima e ambiente, e rileva che gli indicatori misurano soprattutto le superfici e i capi coinvolti, non gli effetti.

Gli aiuti accoppiati

Gli aiuti accoppiati sono legati al numero di capi allevati o alla superficie di colture specifiche. L'Italia vi destina il 15% dei pagamenti diretti, 524,4 milioni di euro l'anno nel Piano strategico: il 41,6% della dotazione, 218,2 milioni, è riservato alla zootecnia (vacche da latte, bufale, vacche nutrici, bovini macellati, ovicaprini), il resto a colture specifiche.

È lo strumento più concentrato: indice di Gini 0,772 nel 2025, contro 0,707 del sostegno di base. Il 10% dei beneficiari con i pagamenti diretti più grandi riceve il 79,6% degli aiuti accoppiati, l'1% ne riceve il 37,4%.

Peso degli aiuti accoppiati sui pagamenti diretti, per classe di importo

meno di 1.250 € 2,6%
1.250-5.000 € 5,4%
5.000-20.000 € 11,6%
20.000-100.000 € 20,2%
100.000-500.000 € 29,4%
oltre 500.000 € 41,4%
Esercizio 2025. Scala: la barra piena corrisponde al 50%.
Pagamenti diretti 2025 per regione: importo attribuito, euro per ettaro di superficie agricola utilizzata (SAU 2020) e composizione per strumento.
Abruzzo67,2159 €/ha52,1%14,1%24,8%6,7%
Basilicata98,8196 €/ha50,2%11,0%24,5%12,1%
Calabria154,9283 €/ha43,4%9,7%39,5%6,7%
Campania131,2266 €/ha42,8%14,1%33,9%8,6%
Emilia-Romagna294,8279 €/ha52,1%8,0%22,7%15,9%
Friuli-Venezia Giulia53,4236 €/ha53,5%9,9%18,1%16,8%
Lazio150,3246 €/ha46,0%10,4%33,8%8,9%
Liguria6,2150 €/ha51,7%14,1%21,9%11,1%
Lombardia382,2404 €/ha45,2%4,3%25,1%24,5%
Marche114,1252 €/ha53,6%10,2%20,1%14,8%
Molise43,3232 €/ha48,7%15,3%23,0%11,8%
Piemonte301,5328 €/ha46,8%6,3%17,7%27,8%
Puglia370,8285 €/ha46,8%10,6%31,1%10,3%
Sardegna253,3206 €/ha52,2%7,0%28,1%8,5%
Sicilia304,4225 €/ha45,9%12,0%27,1%12,8%
Toscana144,9217 €/ha51,8%10,4%26,8%10,1%
Trentino-Alto Adige/Südtirol62,9203 €/ha46,8%13,7%24,2%13,1%
Umbria74,4237 €/ha51,0%10,7%29,1%7,9%
Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste11,8180 €/ha57,3%5,0%22,0%14,1%
Veneto264,0341 €/ha46,9%9,0%19,6%23,5%

Regione della sede del beneficiario; importi attribuiti per il 94,7% del totale nazionale. L'importo per ettaro è un indicatore orientativo: la superficie è quella del Censimento dell'agricoltura 2020 e i terreni possono trovarsi in una regione diversa dalla sede.

Gli aiuti accoppiati pesano di più in Piemonte, Lombardia e Veneto, fra il 23% e il 28% dei pagamenti diretti, le regioni dove si concentra la zootecnia bovina; in Calabria, Abruzzo e Umbria restano sotto l'8%. Il redistributivo pesa di più dove le aziende sono più piccole, fino al 14-15% in Campania, Abruzzo, Liguria e Molise, e meno del 5% in Lombardia.

Le regole proposte per il 2028-2034

Per il periodo 2028-2034 la Commissione europea ha proposto nel luglio 2025 (COM(2025) 553 e 560) un unico sostegno al reddito per superficie, degressivo: riduzione del 25% degli importi tra 20.000 e 50.000 euro, del 50% tra 50.000 e 75.000 euro, del 75% oltre 75.000 euro, e un tetto di 100.000 euro per agricoltore. Il nuovo sostegno riunisce gli attuali sostegno di base, redistributivo e giovani agricoltori. Gli aiuti accoppiati restano fuori dalla degressività: il limite ordinario passerebbe dall'attuale 13% dei pagamenti diretti, aumentabile fino a 2 punti per le colture proteiche, al 20%, aumentabile fino a ulteriori 5 punti alle condizioni previste dalla proposta. Nella proposta la percentuale si calcola sul contributo europeo al sostegno per superficie, al pagamento per il cotone, al pagamento ai piccoli agricoltori e alle azioni agro-climatico-ambientali (Corte dei conti europea, Parere 05/2026, par. 66). L'Italia oggi non applica né riduzioni né tetti ai pagamenti diretti. A settembre 2026 il regolamento è in discussione al Consiglio e al Parlamento europeo.

Se si applicano meccanicamente le soglie proposte alla distribuzione italiana 2025 del sostegno di base, redistributivo e giovani agricoltori, senza simulare la futura determinazione del sostegno degressivo per superficie, la riduzione risultante è di 80,5 milioni di euro, il 3,9%, e interessa 12.502 beneficiari, l'1,8% del totale. È una simulazione statica sui pagamenti esistenti, non una previsione degli importi della PAC 2028-2034.

Prova le regole sui pagamenti italiani

Prima fascia
Seconda fascia
Terza fascia
Tetto per beneficiario
Sostegno ridotto80,5 mln €3,9% del sostegno a superficie
Beneficiari con una riduzione12.5021,8% dei beneficiari
Beneficiari al tettocirca 39dopo le riduzioni
Indice di Gini0,645 → 0,631del sostegno a superficie
Quota del 10% con gli importi più grandi51,3% → 49,3%del sostegno a superficie
Base: sostegno di base, redistributivo e giovani agricoltori dell'esercizio 2025, 2.056,2 milioni di euro a 676.035 beneficiari. raggruppati in 324 fasce di importo con almeno 5 beneficiari ciascuna. Numero di beneficiari stimato nelle fasce attraversate da una soglia.
Quattro scenari applicati al sostegno a superficie 2025
ScenarioSostegno ridottoBeneficiari con una riduzioneIndice di GiniQuota del 10% con gli importi più grandi
Proposta della Commissione 80,5 mln € (3,9%) 12.502 0,631 49,3%
Nessuna riduzione (regole italiane attuali) 0,0 mln € (0,0%) 0 0,645 51,3%
Solo tetto a 100.000 € 22,8 mln € (1,1%) 317 0,641 50,8%
Proposta con tetto a 60.000 € 85,1 mln € (4,1%) 12.502 0,630 49,2%

Le leve della proposta e i dati italiani

Proposta della Commissione per il 2028-2034 e misure corrispondenti nei pagamenti 2025
Leva propostaChe cosa mostrano i pagamenti italiani
Riduzione degressiva e tetto a 100.000 €Riduzione del 3,9% del sostegno a superficie, 12.502 beneficiari interessati. I beneficiari tra 20.000 e 100.000 euro, il 4,4% del totale, ricevono il 32,2% dei pagamenti diretti; quelli oltre 100.000 euro il 9,4%.
Redistributivo riunito nel sostegno per superficie, con pagamenti differenziati per gruppi di agricoltori o territoriIl redistributivo porta l'indice di Gini dei pagamenti diretti da 0,724 a 0,686 e sposta 179 milioni di euro l'anno.
Aiuti accoppiati fino al 20%, più fino a 5 punti alle condizioni della proposta, esclusi dalla degressivitàL'Italia li usa al 15% (13% più 2 punti per le colture proteiche). Il 79,6% va al 10% dei beneficiari con i pagamenti diretti più grandi; oltre i 500.000 euro sono il 41,4% dei pagamenti.
Eco-schemi e misure agro-climatico-ambientali riuniti, senza una quota minima vincolante; ambizione del 43% della spesa per clima e ambiente nei pianiCon un vincolo del 25%, gli eco-schemi hanno raggiunto il 25,4% dei pagamenti diretti nel 2024 e il 26,2% nel 2025.
Pagamento forfettario facoltativo ai piccoli agricoltori fino a 3.000 €Il 41,2% dei beneficiari riceve meno di 1.250 euro di pagamenti diretti, il 77,3% meno di 5.000 euro.
La Corte dei conti europea (Parere 05/2026) ritiene la riduzione degressiva e il tetto necessari per indirizzare il sostegno al reddito agli agricoltori che ne hanno più bisogno, e rileva che la proposta non spiega perché gli Stati membri possano aver bisogno di più aiuti accoppiati.

Le posizioni delle organizzazioni

Sulla proposta si sono espresse le organizzazioni agricole, europee e italiane, le principali organizzazioni ambientaliste europee e le organizzazioni per il benessere degli animali allevati. Le posizioni sono riportate come formulate nei rispettivi documenti.

Organizzazioni agricole

Copa-Cogeca, che rappresenta a livello europeo anche Coldiretti, Confagricoltura e CIA, si dichiara contraria al taglio del bilancio, al fondo unico con la politica di coesione e alla fine dei due pilastri, e chiede un bilancio dedicato e adeguato all'inflazione. Considera la riduzione degressiva e il tetto obbligatori strumenti rigidi, che non tengono conto della diversità delle agricolture europee. Coldiretti stima in oltre 770.000 le aziende italiane interessate dal taglio e chiede di estendere gli aiuti accoppiati al vino. Confagricoltura ritiene che degressività e tetto penalizzerebbero le aziende più strutturate.

Organizzazioni ambientaliste

BirdLife Europe, EEB (European Environmental Bureau), Greenpeace e WWF chiedono fondi riservati alla natura, almeno 35 miliardi di euro l'anno tra bilancio europeo e bilanci nazionali, un tetto obbligatorio al sostegno al reddito e l'esclusione delle aziende che non ne hanno bisogno, l'eliminazione degli aiuti accoppiati, sostituiti da strumenti mirati per le colture proteiche e il pascolo estensivo, e pagamenti legati ai risultati ambientali. L'EEB giudica la proposta priva di una spesa ambientale minima garantita, accoglie la riduzione degressiva e il tetto e si dichiara contrario al mantenimento degli aiuti accoppiati senza garanzie ambientali.

Benessere animale

Eurogroup for Animals, che riunisce le organizzazioni per la protezione degli animali dei paesi europei, rileva che la proposta indica il benessere animale tra le priorità della PAC e chiede, per renderlo operativo, un impegno all'eliminazione delle gabbie negli allevamenti, una quota del bilancio riservata al benessere animale e il finanziamento interamente europeo delle misure.

Richieste e proposte correttive per leva, nei documenti delle organizzazioni
LevaOrganizzazioni agricoleOrganizzazioni ambientalisteBenessere animale
Bilancio della PACBilancio dedicato, non inferiore all'attuale e adeguato all'inflazione (Copa-Cogeca; Coldiretti)Quota minima garantita per la natura, almeno 35 miliardi di euro l'anno tra fondi europei e nazionali (BirdLife, EEB, Greenpeace, WWF)Quota del bilancio riservata al benessere animale, con finanziamento interamente europeo (Eurogroup for Animals)
Architettura: fondo unico e due pilastriMantenere due pilastri e un fondo agricolo separato dalla coesione, per evitare la rinazionalizzazione della politica (Copa-Cogeca; Coldiretti)Regole comuni vincolanti e obiettivi misurabili a cui legare la spesa degli Stati membri (BirdLife, EEB, Greenpeace, WWF)Nessuna richiesta specifica nei documenti consultati
Riduzione degressiva e tettoContrari alla forma obbligatoria; chiesta la revisione di degressività e tetto (Copa-Cogeca; Confagricoltura; ANGA Piacenza, giovani di Confagricoltura)Favorevoli (EEB); tetto obbligatorio legato al reddito agricolo mediano nazionale ed esclusione delle aziende non bisognose (BirdLife, EEB, Greenpeace, WWF)Nessuna richiesta specifica nei documenti consultati
Aiuti accoppiatiEstensione a comparti oggi esclusi, a partire dal vino (Coldiretti)Eliminazione, con strumenti mirati per colture proteiche e pascolo estensivo (BirdLife, EEB, Greenpeace, WWF); contrarietà al mantenimento senza garanzie ambientali (EEB)Nessuna richiesta specifica nei documenti consultati
Ambiente, clima e condizionalitàNessuna richiesta specifica nei documenti consultatiPagamenti legati ai risultati, fondo per la transizione degli agricoltori, esclusione dal sostegno dell'allevamento intensivo nelle aree più inquinate e dell'irrigazione nelle aree a stress idrico (BirdLife, EEB, Greenpeace, WWF)Impegno all'eliminazione delle gabbie negli allevamenti, sostenuto dalla PAC (Eurogroup for Animals)
Giovani e ricambio generazionaleRevisione di degressività e tetto e rafforzamento della gestione del rischio (ANGA Piacenza)Nessuna richiesta specifica nei documenti consultatiNessuna richiesta specifica nei documenti consultati

Documenti: Copa-Cogeca, petizione del 23 giugno 2025 e dieci linee rosse sulla proposta, luglio 2025; Coldiretti, 21 luglio 2025; Confagricoltura e ANGA Piacenza, dichiarazioni riportate da Terra e Vita, 9 dicembre 2025; BirdLife Europe, EEB, Greenpeace, WWF, proposta per la PAC dopo il 2027, maggio 2025, e EEB, commento alla proposta, 17 luglio 2025; Eurogroup for Animals, documento di posizione del 21 maggio 2026. Schede nel Registro Dati.

Limiti dell'analisi

Il registro AGEA identifica il beneficiario e il comune della sua sede, non la superficie condotta né l'ubicazione dei terreni: l'importo per ettaro regionale è quindi un indicatore orientativo. Gli eco-schemi sono pubblicati come totale unico e gli aiuti accoppiati non sono distinti per comparto; la ripartizione tra i cinque eco-schemi e tra zootecnia e colture sarà ricostruita dalle relazioni annuali di performance del Piano strategico. Il confronto con la superficie usa il rapporto della Commissione europea riferito alle domande 2022, ultimo anno pubblicato con le classi di superficie. La distribuzione senza redistributivo e la simulazione delle regole 2028-2034 applicano regole diverse ai pagamenti effettivi, senza considerare le scelte che le aziende farebbero con regole diverse; la simulazione non ricostruisce il futuro sostegno degressivo per superficie, che la proposta prevede differenziato per gruppi di agricoltori o territori, senza i pensionati dal 2032 e con una dotazione fissata nei nuovi piani nazionali e regionali. Il registro non riporta reddito, patrimonio o età dei beneficiari: le misure di concentrazione descrivono i pagamenti, non la condizione economica di chi li riceve.

Cosa manca per completare il quadro →

Fonti e metodo

Evidenza prevalente: Evidenze miste

  • AGEA, registro di trasparenza dei beneficiari FEAGA/FEASR, esercizi finanziari 2024 e 2025 (estrazione del 02/08/2026; elaborazione per intervento del 29/09/2026)
  • Commissione europea, Direct payments to agricultural producers, esercizio finanziario 2023, ottobre 2024
  • Piano strategico della PAC 2023-2027 per l'Italia: dotazioni dei pagamenti diretti, pagamento redistributivo e aiuti accoppiati
  • Commissione europea, proposte COM(2025) 553 e COM(2025) 560 del 16 luglio 2025 sulla PAC 2028-2034
  • Corte dei conti europea, Relazione speciale 20/2024 e Parere 05/2026
  • ISTAT, 7° Censimento generale dell'agricoltura 2020, superficie agricola utilizzata per provincia

Scheda completa di ogni fonte nel Registro Dati →