La PAC corregge la concentrazione dei suoi pagamenti?
Sostegno di base, pagamento redistributivo, eco-schemi e aiuti accoppiati nei pagamenti diretti PAC 2024 e 2025: quale strumento sposta i fondi, in quale direzione e di quanto, e che cosa cambierebbe in Italia con le regole proposte per il 2028-2034.
Sintesi
I pagamenti diretti della PAC valgono 3,47 miliardi di euro nel 2025 e arrivano a 689.386 beneficiari. Sono composti da cinque strumenti, ciascuno con una regola propria: il redistributivo sposta fondi verso le aziende piccole e medie, gli aiuti accoppiati verso i beneficiari che ricevono gli importi complessivi più elevati, il sostegno di base e gli eco-schemi sono in larga parte collegati agli ettari o ai capi ammissibili.
100 euro di pagamenti diretti
| Strumento | Programmato per anno | Erogato 2024 | Erogato 2025 |
|---|---|---|---|
| Sostegno di base | 1.678,2 | 1.589,6 | 1.659,4 |
| Redistributivo | 349,6 | 341,4 | 346,5 |
| Giovani agricoltori | 69,9 | 57,0 | 50,2 |
| Eco-schemi | 874,1 | 846,0 | 907,4 |
| Aiuti accoppiati | 524,4 | 491,8 | 505,1 |
| Totale | 3.496,2 | 3.325,8 | 3.468,6 |
Come leggere i dati
I pagamenti diretti sono la parte della PAC pagata ogni anno alle aziende agricole, in larga parte per ettaro. Dal 2023 sono composti da cinque strumenti: il sostegno di base (BISS, Basic Income Support for Sustainability), legato ai titoli all'aiuto e alla superficie; il pagamento redistributivo (CRISS, Complementary Redistributive Income Support for Sustainability), 81,7 euro per ettaro sui primi 14 ettari, per le sole aziende fino a 50 ettari; il sostegno ai giovani agricoltori; gli eco-schemi, che remunerano impegni per clima, ambiente e benessere animale; gli aiuti accoppiati, legati ai capi allevati o a colture specifiche.
La concentrazione è misurata sui soli pagamenti diretti, dove il beneficiario è l'azienda agricola. Il resto del FEAGA (Fondo europeo agricolo di garanzia) comprende interventi settoriali e di mercato, per ortofrutta, vino e olio, pagati in gran parte a organizzazioni di produttori e cooperative: calcolata su tutto il FEAGA, la concentrazione è più alta, con un indice di Gini di 0,730 nel 2025 contro 0,686 dei soli pagamenti diretti. Nel 2025 il 47,8% dei fondi FEAGA ricevuti dall'1% dei beneficiari con gli importi più grandi è costituito da questi interventi.
Per chi vuole il dettaglio metodologico
Fonte: registro di trasparenza AGEA (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura), esercizi finanziari 2024 e 2025, importi di parte europea al netto dei recuperi. Ogni riga del registro riporta il codice dell'intervento secondo l'allegato IX del regolamento (UE) 2021/2116: I.1 sostegno di base, I.2 redistributivo, I.3 giovani agricoltori, I.4 eco-schemi, I.6 aiuti accoppiati. Un beneficiario corrisponde a un'intestazione del registro; nelle misure di concentrazione sono esclusi i saldi nulli o negativi. L'esercizio finanziario 2024 comprende in prevalenza le domande presentate nel 2023, primo anno della PAC 2023-2027; l'esercizio 2025 le domande 2024 e i pagamenti tardivi. La distribuzione senza redistributivo è una stima a parità di spesa: la dotazione del redistributivo è aggiunta al sostegno di base di ciascun beneficiario in proporzione (fattore 1,209 nel 2025, 1,215 nel 2024).
Analisi
Esercizio 2025. Vale 0 se tutti ricevono la stessa somma, 1 se tutto va a un solo beneficiario.
Stima a parità di spesa, con la dotazione del redistributivo aggiunta al sostegno di base.
Dei pagamenti diretti erogati nel 2025, contro il 25% programmato.
Quota degli aiuti accoppiati 2025 ricevuta dal 10% dei beneficiari con i pagamenti diretti più grandi.
Da che cosa sono composti i pagamenti, per classe di importo
La terra e i pagamenti
In Italia la quota dei pagamenti diretti ricevuta da ciascuna classe di aziende è quasi uguale alla quota di superficie che coltiva. Le aziende fino a 5 ettari sono il 54,6% dei beneficiari, coltivano il 9,2% della superficie e ricevono il 9,5% dei pagamenti. Le aziende oltre 250 ettari sono lo 0,3% dei beneficiari, con l'8,3% della superficie e l'8,5% dei pagamenti. Nell'Unione europea la stessa classe coltiva il 27,3% della superficie e riceve il 22,9% dei pagamenti.
Italia
Unione europea
L'effetto del pagamento redistributivo
Il pagamento redistributivo vale il 10% dei pagamenti diretti. Rispetto a una distribuzione con la stessa spesa assegnata al sostegno di base, nel 2025 circa 598.000 beneficiari ricevono di più e 78.000 di meno, con uno spostamento netto di 179 milioni di euro. L'indice di Gini scende da 0,724 a 0,686 e il pagamento mediano sale da 1.368 a 1.658 euro. Nel 2024 i valori sono quasi identici: Gini da 0,720 a 0,681, 176 milioni di euro spostati.
- A50% dei beneficiari con i pagamenti più piccoli: 8,3% dei fondi con il redistributivo, 6,9% senza
- B10% dei beneficiari con i pagamenti più grandi: 57,2% dei fondi con il redistributivo, 62,0% senza
Eco-schemi e ambiente
Gli eco-schemi remunerano impegni per clima, ambiente e benessere animale. Nel Piano strategico italiano sono cinque: riduzione degli antibiotici e benessere animale negli allevamenti, inerbimento delle colture arboree, salvaguardia degli oliveti di valore paesaggistico, sistemi foraggeri estensivi con avvicendamento, colture di interesse per gli impollinatori.
25% dei pagamenti diretti del Piano strategico.
25,4% dei pagamenti diretti dell'esercizio.
26,2% dei pagamenti diretti dell'esercizio.
Gli eco-schemi si distribuiscono come il sostegno di base: il 60,7% va al 10% dei beneficiari con i pagamenti diretti più grandi, contro il 57,9% del sostegno di base. Sono pagamenti per ettaro o per capo: l'importo tende a crescere con il numero di ettari o capi ammissibili sui quali l'impegno viene assunto.
Gli aiuti accoppiati
Gli aiuti accoppiati sono legati al numero di capi allevati o alla superficie di colture specifiche. L'Italia vi destina il 15% dei pagamenti diretti, 524,4 milioni di euro l'anno nel Piano strategico: il 41,6% della dotazione, 218,2 milioni, è riservato alla zootecnia (vacche da latte, bufale, vacche nutrici, bovini macellati, ovicaprini), il resto a colture specifiche.
È lo strumento più concentrato: indice di Gini 0,772 nel 2025, contro 0,707 del sostegno di base. Il 10% dei beneficiari con i pagamenti diretti più grandi riceve il 79,6% degli aiuti accoppiati, l'1% ne riceve il 37,4%.
Peso degli aiuti accoppiati sui pagamenti diretti, per classe di importo
| Abruzzo | 67,2 | 159 €/ha | 52,1% | 14,1% | 24,8% | 6,7% |
| Basilicata | 98,8 | 196 €/ha | 50,2% | 11,0% | 24,5% | 12,1% |
| Calabria | 154,9 | 283 €/ha | 43,4% | 9,7% | 39,5% | 6,7% |
| Campania | 131,2 | 266 €/ha | 42,8% | 14,1% | 33,9% | 8,6% |
| Emilia-Romagna | 294,8 | 279 €/ha | 52,1% | 8,0% | 22,7% | 15,9% |
| Friuli-Venezia Giulia | 53,4 | 236 €/ha | 53,5% | 9,9% | 18,1% | 16,8% |
| Lazio | 150,3 | 246 €/ha | 46,0% | 10,4% | 33,8% | 8,9% |
| Liguria | 6,2 | 150 €/ha | 51,7% | 14,1% | 21,9% | 11,1% |
| Lombardia | 382,2 | 404 €/ha | 45,2% | 4,3% | 25,1% | 24,5% |
| Marche | 114,1 | 252 €/ha | 53,6% | 10,2% | 20,1% | 14,8% |
| Molise | 43,3 | 232 €/ha | 48,7% | 15,3% | 23,0% | 11,8% |
| Piemonte | 301,5 | 328 €/ha | 46,8% | 6,3% | 17,7% | 27,8% |
| Puglia | 370,8 | 285 €/ha | 46,8% | 10,6% | 31,1% | 10,3% |
| Sardegna | 253,3 | 206 €/ha | 52,2% | 7,0% | 28,1% | 8,5% |
| Sicilia | 304,4 | 225 €/ha | 45,9% | 12,0% | 27,1% | 12,8% |
| Toscana | 144,9 | 217 €/ha | 51,8% | 10,4% | 26,8% | 10,1% |
| Trentino-Alto Adige/Südtirol | 62,9 | 203 €/ha | 46,8% | 13,7% | 24,2% | 13,1% |
| Umbria | 74,4 | 237 €/ha | 51,0% | 10,7% | 29,1% | 7,9% |
| Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste | 11,8 | 180 €/ha | 57,3% | 5,0% | 22,0% | 14,1% |
| Veneto | 264,0 | 341 €/ha | 46,9% | 9,0% | 19,6% | 23,5% |
Regione della sede del beneficiario; importi attribuiti per il 94,7% del totale nazionale. L'importo per ettaro è un indicatore orientativo: la superficie è quella del Censimento dell'agricoltura 2020 e i terreni possono trovarsi in una regione diversa dalla sede.
Le regole proposte per il 2028-2034
Per il periodo 2028-2034 la Commissione europea ha proposto nel luglio 2025 (COM(2025) 553 e 560) un unico sostegno al reddito per superficie, degressivo: riduzione del 25% degli importi tra 20.000 e 50.000 euro, del 50% tra 50.000 e 75.000 euro, del 75% oltre 75.000 euro, e un tetto di 100.000 euro per agricoltore. Il nuovo sostegno riunisce gli attuali sostegno di base, redistributivo e giovani agricoltori. Gli aiuti accoppiati restano fuori dalla degressività: il limite ordinario passerebbe dall'attuale 13% dei pagamenti diretti, aumentabile fino a 2 punti per le colture proteiche, al 20%, aumentabile fino a ulteriori 5 punti alle condizioni previste dalla proposta. Nella proposta la percentuale si calcola sul contributo europeo al sostegno per superficie, al pagamento per il cotone, al pagamento ai piccoli agricoltori e alle azioni agro-climatico-ambientali (Corte dei conti europea, Parere 05/2026, par. 66). L'Italia oggi non applica né riduzioni né tetti ai pagamenti diretti. A settembre 2026 il regolamento è in discussione al Consiglio e al Parlamento europeo.
Se si applicano meccanicamente le soglie proposte alla distribuzione italiana 2025 del sostegno di base, redistributivo e giovani agricoltori, senza simulare la futura determinazione del sostegno degressivo per superficie, la riduzione risultante è di 80,5 milioni di euro, il 3,9%, e interessa 12.502 beneficiari, l'1,8% del totale. È una simulazione statica sui pagamenti esistenti, non una previsione degli importi della PAC 2028-2034.
Prova le regole sui pagamenti italiani
| Scenario | Sostegno ridotto | Beneficiari con una riduzione | Indice di Gini | Quota del 10% con gli importi più grandi |
|---|---|---|---|---|
| Proposta della Commissione | 80,5 mln € (3,9%) | 12.502 | 0,631 | 49,3% |
| Nessuna riduzione (regole italiane attuali) | 0,0 mln € (0,0%) | 0 | 0,645 | 51,3% |
| Solo tetto a 100.000 € | 22,8 mln € (1,1%) | 317 | 0,641 | 50,8% |
| Proposta con tetto a 60.000 € | 85,1 mln € (4,1%) | 12.502 | 0,630 | 49,2% |
Le leve della proposta e i dati italiani
| Leva proposta | Che cosa mostrano i pagamenti italiani |
|---|---|
| Riduzione degressiva e tetto a 100.000 € | Riduzione del 3,9% del sostegno a superficie, 12.502 beneficiari interessati. I beneficiari tra 20.000 e 100.000 euro, il 4,4% del totale, ricevono il 32,2% dei pagamenti diretti; quelli oltre 100.000 euro il 9,4%. |
| Redistributivo riunito nel sostegno per superficie, con pagamenti differenziati per gruppi di agricoltori o territori | Il redistributivo porta l'indice di Gini dei pagamenti diretti da 0,724 a 0,686 e sposta 179 milioni di euro l'anno. |
| Aiuti accoppiati fino al 20%, più fino a 5 punti alle condizioni della proposta, esclusi dalla degressività | L'Italia li usa al 15% (13% più 2 punti per le colture proteiche). Il 79,6% va al 10% dei beneficiari con i pagamenti diretti più grandi; oltre i 500.000 euro sono il 41,4% dei pagamenti. |
| Eco-schemi e misure agro-climatico-ambientali riuniti, senza una quota minima vincolante; ambizione del 43% della spesa per clima e ambiente nei piani | Con un vincolo del 25%, gli eco-schemi hanno raggiunto il 25,4% dei pagamenti diretti nel 2024 e il 26,2% nel 2025. |
| Pagamento forfettario facoltativo ai piccoli agricoltori fino a 3.000 € | Il 41,2% dei beneficiari riceve meno di 1.250 euro di pagamenti diretti, il 77,3% meno di 5.000 euro. |
Le posizioni delle organizzazioni
Sulla proposta si sono espresse le organizzazioni agricole, europee e italiane, le principali organizzazioni ambientaliste europee e le organizzazioni per il benessere degli animali allevati. Le posizioni sono riportate come formulate nei rispettivi documenti.
Copa-Cogeca, che rappresenta a livello europeo anche Coldiretti, Confagricoltura e CIA, si dichiara contraria al taglio del bilancio, al fondo unico con la politica di coesione e alla fine dei due pilastri, e chiede un bilancio dedicato e adeguato all'inflazione. Considera la riduzione degressiva e il tetto obbligatori strumenti rigidi, che non tengono conto della diversità delle agricolture europee. Coldiretti stima in oltre 770.000 le aziende italiane interessate dal taglio e chiede di estendere gli aiuti accoppiati al vino. Confagricoltura ritiene che degressività e tetto penalizzerebbero le aziende più strutturate.
BirdLife Europe, EEB (European Environmental Bureau), Greenpeace e WWF chiedono fondi riservati alla natura, almeno 35 miliardi di euro l'anno tra bilancio europeo e bilanci nazionali, un tetto obbligatorio al sostegno al reddito e l'esclusione delle aziende che non ne hanno bisogno, l'eliminazione degli aiuti accoppiati, sostituiti da strumenti mirati per le colture proteiche e il pascolo estensivo, e pagamenti legati ai risultati ambientali. L'EEB giudica la proposta priva di una spesa ambientale minima garantita, accoglie la riduzione degressiva e il tetto e si dichiara contrario al mantenimento degli aiuti accoppiati senza garanzie ambientali.
Eurogroup for Animals, che riunisce le organizzazioni per la protezione degli animali dei paesi europei, rileva che la proposta indica il benessere animale tra le priorità della PAC e chiede, per renderlo operativo, un impegno all'eliminazione delle gabbie negli allevamenti, una quota del bilancio riservata al benessere animale e il finanziamento interamente europeo delle misure.
| Leva | Organizzazioni agricole | Organizzazioni ambientaliste | Benessere animale |
|---|---|---|---|
| Bilancio della PAC | Bilancio dedicato, non inferiore all'attuale e adeguato all'inflazione (Copa-Cogeca; Coldiretti) | Quota minima garantita per la natura, almeno 35 miliardi di euro l'anno tra fondi europei e nazionali (BirdLife, EEB, Greenpeace, WWF) | Quota del bilancio riservata al benessere animale, con finanziamento interamente europeo (Eurogroup for Animals) |
| Architettura: fondo unico e due pilastri | Mantenere due pilastri e un fondo agricolo separato dalla coesione, per evitare la rinazionalizzazione della politica (Copa-Cogeca; Coldiretti) | Regole comuni vincolanti e obiettivi misurabili a cui legare la spesa degli Stati membri (BirdLife, EEB, Greenpeace, WWF) | Nessuna richiesta specifica nei documenti consultati |
| Riduzione degressiva e tetto | Contrari alla forma obbligatoria; chiesta la revisione di degressività e tetto (Copa-Cogeca; Confagricoltura; ANGA Piacenza, giovani di Confagricoltura) | Favorevoli (EEB); tetto obbligatorio legato al reddito agricolo mediano nazionale ed esclusione delle aziende non bisognose (BirdLife, EEB, Greenpeace, WWF) | Nessuna richiesta specifica nei documenti consultati |
| Aiuti accoppiati | Estensione a comparti oggi esclusi, a partire dal vino (Coldiretti) | Eliminazione, con strumenti mirati per colture proteiche e pascolo estensivo (BirdLife, EEB, Greenpeace, WWF); contrarietà al mantenimento senza garanzie ambientali (EEB) | Nessuna richiesta specifica nei documenti consultati |
| Ambiente, clima e condizionalità | Nessuna richiesta specifica nei documenti consultati | Pagamenti legati ai risultati, fondo per la transizione degli agricoltori, esclusione dal sostegno dell'allevamento intensivo nelle aree più inquinate e dell'irrigazione nelle aree a stress idrico (BirdLife, EEB, Greenpeace, WWF) | Impegno all'eliminazione delle gabbie negli allevamenti, sostenuto dalla PAC (Eurogroup for Animals) |
| Giovani e ricambio generazionale | Revisione di degressività e tetto e rafforzamento della gestione del rischio (ANGA Piacenza) | Nessuna richiesta specifica nei documenti consultati | Nessuna richiesta specifica nei documenti consultati |
Documenti: Copa-Cogeca, petizione del 23 giugno 2025 e dieci linee rosse sulla proposta, luglio 2025; Coldiretti, 21 luglio 2025; Confagricoltura e ANGA Piacenza, dichiarazioni riportate da Terra e Vita, 9 dicembre 2025; BirdLife Europe, EEB, Greenpeace, WWF, proposta per la PAC dopo il 2027, maggio 2025, e EEB, commento alla proposta, 17 luglio 2025; Eurogroup for Animals, documento di posizione del 21 maggio 2026. Schede nel Registro Dati.
Limiti dell'analisi
Approfondimenti
Come si distribuiscono i fondi PAC in Italia?
Contributi PAC 2025 per regione, provincia e comune e concentrazione di tutti i pagamenti FEAGA 2024.
Zootecnia da latte
Dove si produce il latte bovino italiano e quanto sono grandi gli allevamenti, provincia per provincia.
Le emissioni dichiarate dai grandi allevamenti
Impianti, ammoniaca, gas serra e controlli dei grandi allevamenti di suini e pollame, con il confronto con i fondi PAC.
Fonti e metodo
- AGEA, registro di trasparenza dei beneficiari FEAGA/FEASR, esercizi finanziari 2024 e 2025 (estrazione del 02/08/2026; elaborazione per intervento del 29/09/2026)
- Commissione europea, Direct payments to agricultural producers, esercizio finanziario 2023, ottobre 2024
- Piano strategico della PAC 2023-2027 per l'Italia: dotazioni dei pagamenti diretti, pagamento redistributivo e aiuti accoppiati
- Commissione europea, proposte COM(2025) 553 e COM(2025) 560 del 16 luglio 2025 sulla PAC 2028-2034
- Corte dei conti europea, Relazione speciale 20/2024 e Parere 05/2026
- ISTAT, 7° Censimento generale dell'agricoltura 2020, superficie agricola utilizzata per provincia