Cosa mostra la vista
Una stessa misura, osservabile a tre livelli territoriali senza cambiare perimetro dei dati.
Nel 2025 la PAC ha erogato in Italia 7,70 miliardi di euro a 451.033 beneficiari in 7.738 comuni. La Sicilia riceve l'11,3% dei fondi, seguita da Puglia (9,7%) ed Emilia-Romagna (9,1%); questa distribuzione non coincide con quella della maggiore concentrazione zootecnica. I dati mostrano dove risultano erogate risorse pubbliche destinate al settore agricolo nel suo complesso, non soltanto alla zootecnia.
La vista si apre sul livello regionale. Il selettore consente poi di passare, nell'ordine, al livello provinciale e a quello comunale. Regioni e province sono rappresentate con coropletiche, nelle quali una tonalità dorata più intensa corrisponde a un importo totale più alto; i comuni usano invece bolle proporzionali collocate sul centroide comunale. Le cinque classi sono calcolate sulla distribuzione nazionale dello specifico livello e restano stabili quando si applicano i filtri geografici.
I valori provinciali e regionali sono somme dei comuni pubblicati e si riconciliano con il totale della vista comunale. Poiché AGEA applica una soglia di riservatezza, i comuni con meno di 5 beneficiari non entrano nelle tre rappresentazioni. Le coropletiche mostrano importi assoluti: non misurano euro per ettaro, per azienda o per abitante e risentono quindi anche dell'estensione e della struttura agricola dei territori.
Il dato è aggregato per tutti i settori agricoli: non permette di isolare quanto di quel sostegno vada agli allevamenti rispetto alle coltivazioni. Va letto come indicatore del peso complessivo della PAC nel tessuto agricolo locale, da leggere insieme, non in sostituzione, alla vista PAC & Emissioni NH₃.
Stima della quota di finanziamento italiano
Stima della quota dei fondi PAC erogati in Italia riconducibile al finanziamento italiano e della quota proveniente dal bilancio comune europeo.
Il totale dei pagamenti PAC 2025 censiti in questa vista, 7,70 miliardi di euro, si scompone in tre fonti: 3,90 miliardi dal FEAGA, 2,14 miliardi dalla quota europea del FEASR, 1,66 miliardi da cofinanziamenti nazionali e regionali abbinati alle misure di sviluppo rurale. Dividere l'intero importo per il numero di contribuenti o di abitanti restituisce il peso dei fondi PAC distribuiti sul territorio italiano, non il loro costo sostenuto dall'Italia: il FEAGA e la componente europea del FEASR, 6,04 miliardi in tutto, sono finanziati dal bilancio comune dell'Unione, a cui partecipano tutti gli Stati membri.
L'Italia contribuisce comunque a quel bilancio: nel 2024 la sua quota si è attestata attorno al 12,66% del totale. Applicando questa percentuale come criterio di attribuzione convenzionale alla componente europea, e sommandola per intero al cofinanziamento nazionale — che è spesa pubblica italiana a tutti gli effetti — la quota dei pagamenti PAC riconducibile al finanziamento italiano si stima in circa 2,42 miliardi di euro, il 31,5% del totale distribuito in Italia.
Rapportato ai 42.837.963 soggetti censiti nelle statistiche Irpef per l'anno d'imposta 2024, il valore medio è di circa 56,60 euro; rapportato ai 58.942.828 residenti in Italia al 31 dicembre 2025, circa 41,14 euro. Per confronto, attribuendo impropriamente l'intero importo dei pagamenti PAC al solo finanziamento italiano si otterrebbero cifre quasi triple: 179,75 euro per contribuente, 130,64 euro per abitante.
Questi valori non sono un prelievo fiscale individuale né una quantificazione ufficiale del Tesoro, ma una quota media stimata riconducibile al finanziamento italiano. Il bilancio UE è alimentato da più risorse proprie — dazi doganali, IVA, reddito nazionale lordo — non attribuibili linearmente ai contribuenti di un singolo Stato; non esiste un'imposta PAC dedicata; e una parte dei soggetti censiti nelle statistiche Irpef non versa un'imposta netta positiva. Il calcolo non misura inoltre il saldo netto complessivo dell'Italia verso l'UE, né la distribuzione dell'onere tra persone fisiche, imprese e consumatori.