Emissioni industriali e comparto bovino
La revisione 2024 della Direttiva sulle Emissioni Industriali e il campo di applicazione degli obblighi di dichiarazione E-PRTR per il comparto zootecnico. Gli inventari CEIP/EMEP indicano il comparto bovino come principale fonte zootecnica di ammoniaca in Europa.
Zone Vulnerabili ai Nitrati. Le aree ad alta densità bovina coincidono in parte con le Zone Vulnerabili ai Nitrati (ZVN) individuate ai sensi della Direttiva 91/676/CEE, nelle quali si applicano specifiche misure di tutela delle acque. Il comparto bovino non è soggetto all'obbligo di dichiarazione ambientale E-PRTR; il registro non consente quindi, per questo comparto, lo stesso livello di dettaglio per singolo impianto disponibile per le categorie incluse.
Campo di applicazione dell'E-PRTR. Secondo gli inventari CEIP/EMEP (Centre on Emission Inventories and Projections), il sistema tecnico che alimenta la Convenzione sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero (CLRTAP, 51 paesi ratificanti), gli allevamenti bovini europei rappresentano circa il 67% delle emissioni zootecniche di ammoniaca (NH₃) del continente. Il Registro Europeo delle Emissioni e dei Trasferimenti di Sostanze Inquinanti (E-PRTR) non comprende allevamenti bovini, poiché la specie non rientra tra quelle soggette a dichiarazione.
La Direttiva sulle Emissioni Industriali (IED, 2010/75/UE) fissa soglie dimensionali oltre le quali un allevamento è tenuto a richiedere l'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) e a dichiarare annualmente le proprie emissioni al registro E-PRTR: più di 40.000 posti per gli avicoli, più di 2.000 posti per suini da produzione, più di 750 scrofe. I bovini non compaiono tra le soglie previste, in nessuna versione della direttiva.
Nel 2022 la Commissione europea aveva proposto, con COM/2022/156, una revisione della IED che includeva soglie per i grandi allevamenti bovini: oltre 150 unità di bestiame adulto (UBA). Nel negoziato trilaterale tra Commissione, Parlamento europeo e Consiglio, questa soglia non è stata mantenuta nel testo finale. La Direttiva (UE) 2024/1785, che ha concluso la revisione il 24 aprile 2024, ha esteso la copertura ad altri settori; il campo di applicazione non comprende il comparto bovino e rinvia il tema a una futura valutazione tecnica.
In base alle soglie previste, un allevamento di 40.001 polli da carne è soggetto a obblighi di dichiarazione, monitoraggio e ispezioni pianificate; un allevamento di 500 vacche da latte non è soggetto agli stessi obblighi, poiché la specie bovina non rientra nel campo di applicazione della IED. Secondo la letteratura scientifica, la produzione di ammoniaca per capo bovino può risultare comparabile o superiore.
I dati E-PRTR pubblicati da EEA e ISPRA, utilizzati da MapTheFood per le viste Impianti ed Emissioni NH₃, registrano 1.242 allevamenti intensivi italiani con dichiarazione attiva al 2024, appartenenti ai comparti avicolo e suinicolo. Il comparto bovino non compare nel registro perché non è incluso nel relativo campo di applicazione. Il file sorgente VetInfo della Banca Dati Nazionale degli allevamenti (BDN), al 31/12/2025, riporta invece 1.524.440 capi bovini in Lombardia su 5.341.797 a livello nazionale e 112.817 attività bovine. Questi sono totali del file sorgente: la mappa pubblica soltanto le celle comune-specie con almeno 5 allevamenti, a tutela della riservatezza, e distingue gli stabilimenti dalle attività. Per questo i totali visibili in mappa sono inferiori e non direttamente intercambiabili con quelli nazionali grezzi.
La vista Territorio in MapTheFood mostra la distribuzione degli allevamenti BDN per comune, bovini inclusi. La vista Bovini e Nitrati sovrappone questi dati alle Zone Vulnerabili ai Nitrati, oggi disponibili per 15 regioni. La co-presenza di alta densità bovina e ZVN non è una prova di violazione: riflette un perimetro normativo diverso da quello di suini e avicoli — l'Allegato I del Regolamento E-PRTR e la Direttiva IED non includono i bovini tra le attività soggette a dichiarazione — che non consente per questo comparto lo stesso livello di analisi puntuale reso possibile dal registro E-PRTR.
La riforma della PAC 2028-2034, attualmente in fase di negoziato, costituisce una successiva sede nella quale il perimetro normativo potrebbe essere riesaminato. Nel quadro normativo descritto, la quota attribuita dagli inventari CEIP/EMEP al comparto bovino, pari al 67% delle emissioni zootecniche europee di ammoniaca, non è rilevata da un registro pubblico europeo a livello di singolo impianto.