Analisi

Densità capi/SAU

Lettura della vista Densità capi/SAU: rapporto tra capi registrati in BDN e Superficie Agricola Utilizzata (SAU) censita da ISTAT, per provincia e regione.

ANALISI · BDN · DENSITÀ CAPI/SAU

Cosa mostra la vista

Lettura del rapporto capi/ettaro di SAU per provincia e regione.

Questa vista mette in relazione i capi registrati in BDN (Banca Dati Nazionale, al 31/12/2025) con la Superficie Agricola Utilizzata (SAU) censita da ISTAT nel 2020, entrambe aggregate per provincia e per regione. Il risultato, capi per ettaro di SAU, misura la pressione zootecnica sul territorio agricolo che deve assorbirne gli effluenti: è la stessa logica su cui si basa la Direttiva Nitrati, che fissa il limite di azoto spandibile in kg per ettaro di superficie agricola (170 kg/ha nelle Zone Vulnerabili ai Nitrati, 340 kg/ha fuori ZVN). Come per la vista Densità per abitante, ogni provincia è colorata sul proprio confine amministrativo reale: a un valore più alto corrisponde una tonalità più intensa dello stesso colore usato per la specie selezionata.

Il dato è disponibile solo a livello provinciale e regionale, non comunale, per gli stessi limiti di anonimizzazione BDN già documentati per la vista Densità per abitante: le celle comune-specie sotto soglia sono oscurate e riattribuite alla provincia di appartenenza, quindi il totale dei capi usato in questa vista è comunque completo.

In Italia si registrano in media 14,1 capi per ettaro di SAU. Come per il rapporto capi/abitante, la distribuzione non è uniforme: 28 delle 107 province superano la media nazionale. Forlì-Cesena ha il rapporto più alto (154,6 capi/ha, trainato dalla componente avicola), seguita da Verona (147,8), Brescia (73,8), Vicenza (64,9), Padova (63,4) e Bergamo (52,7): un gruppo di province concentrate nella pianura padano-veneta. All'estremo opposto, Barletta-Andria-Trani, Firenze, Prato, la Valle d'Aosta, il Verbano-Cusio-Ossola e Trapani restano sotto 1 capo per ettaro. A livello regionale il rapporto più alto si registra in Veneto (64,5 capi/ha), seguito da Lombardia (32,9), Friuli-Venezia Giulia (31,9), Molise (30,1) ed Emilia-Romagna (23,6).

Il confronto con la vista Densità per abitante è istruttivo: Forlì-Cesena e Verona guidano entrambe le classifiche, segno che lì la concentrazione zootecnica è alta sia rispetto alla popolazione sia rispetto al suolo agricolo disponibile. Il Molise, invece, ha un rapporto capi/abitante molto alto (19,7) ma un rapporto capi/SAU relativamente più contenuto (30,1, sotto Veneto e Lombardia): un segnale che lì il peso della zootecnia sulla popolazione residente (bassa) è maggiore del suo peso sul territorio agricolo disponibile (più ampio). Sono due letture dello stesso fenomeno che rispondono a domande diverse, e vanno usate insieme, non l'una al posto dell'altra.

Fonte dati: Banca Dati Nazionale dell'Anagrafe Zootecnica, Ministero della Salute (capi al 31/12/2025); ISTAT, 7° Censimento Generale dell'Agricoltura (SAU, dati 2020).
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Limiti del dato

Cosa considerare prima di leggere questo indicatore come misura di rischio ambientale puntuale.

La SAU utilizzata è quella del censimento 2020, i capi sono al 31/12/2025: uno scarto di cinque anni nel quale la superficie agricola di un territorio può essere cambiata per urbanizzazione, dismissioni o conversioni colturali. L'indicatore capi/ha di SAU costruito da MapTheFood va quindi letto come stima della pressione zootecnica media provinciale, non come misura puntuale o come verifica di conformità al limite normativo dei 170/340 kg di azoto per ettaro, che si applica a livello di singola azienda e di Piano di Utilizzazione Agronomica, non di provincia.

Il rapporto capi/ha di SAU non distingue inoltre tra specie con produzione di azoto molto diversa per capo: un bovino adulto produce più azoto di un avicolo, un suino più di un ovicaprino. Per questo la vista consente di selezionare una specie alla volta, oltre al totale: il confronto tra specie in una stessa provincia è più informativo del solo dato aggregato.