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Analisi

Bovini e Nitrati

Lettura della vista Bovini e Nitrati: sovrapposizione tra capi bovini per comune e Zone Vulnerabili ai Nitrati.

ANALISI · BDN · BOVINI E NITRATI

Cosa mostra la vista

Lettura della distribuzione congiunta della densità bovina e delle ZVN.

La sovrapposizione mostra quali territori presentano contemporaneamente una maggiore densità bovina e Zone Vulnerabili ai Nitrati (ZVN). Ai sensi dell'articolo 3 e dell'allegato I della Direttiva 91/676/CEE, le Regioni designano come ZVN i territori che scaricano in acque nelle quali il monitoraggio ha già rilevato una concentrazione di nitrati superiore a 50 mg/l, o uno stato di eutrofizzazione delle acque superficiali; oppure territori che, per vulnerabilità del suolo e della falda, rischiano di raggiungere quella soglia se non si adottano i Programmi d'Azione previsti dalla direttiva. Una ZVN, quindi, non indica sempre un superamento già accertato: può anche essere un'area classificata a rischio in via precauzionale. La designazione è rivista dalle autorità competenti almeno ogni quattro anni sulla base dei nuovi dati di monitoraggio. La co-presenza di densità bovina e ZVN non consente di attribuire responsabilità né di dimostrare un rapporto causale: si veda la nota metodologica in fondo alla pagina.

La sovrapposizione non comprende sei regioni: Bolzano e Valle d'Aosta, dove non è stata designata una ZVN, e Marche, Molise, Basilicata e Calabria, le cui ZVN designate non sono ancora integrate nella vista. Questi territori comprendono il 12,8% degli stabilimenti bovini nazionali (695 comuni su 4.673). Per tali regioni la mappa non consente quindi di valutare la co-presenza delle due variabili.

Fonte dati: BDN/VetInfo, ZVN regionali.
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Il peso della sovrapposizione

Quota di comuni in area ZVN a confronto con la quota di capi che quei comuni concentrano.

I comuni in area ZVN sono solo il 17,4% del totale nazionale (1.053 su 6.037 comuni con dato BDN diretto), ma al loro interno si concentra una quota di capi molto più alta. Il grafico sotto mostra di quanto, specie per specie.

Come si legge: il pallino vuoto segna la quota di comuni in ZVN, il 17,4% visto sopra, uguale su tutte e tre le righe perché è lo stesso riferimento. Il pallino pieno segna la quota di capi di quella specie che si trova in quegli stessi comuni. La linea che li unisce misura la distanza fra le due quote: più è lunga, più quella specie è concentrata in area ZVN rispetto al peso, in numero di comuni, che quell'area rappresenta a livello nazionale.

quota di comuni in ZVN quota di capi in quei comuni 0% 25% 50% 75% 100% Bovini 42,7% (2,5×) Suini 59,9% (3,4×) Tutte le specie 42,1% (2,4×)

Nei comuni classificati come ZVN la quota di Bovini è pari a 2,5 volte la quota rappresentata da questi comuni sul totale considerato; il rapporto è 3,4 per i Suini e 2,4 per tutte le specie insieme. I dati indicano quindi una concentrazione di capi superiore alla media nazionale nei comuni inclusi nella vista e classificati come ZVN.

Comuni con dato BDN diretto (esclusi quelli oscurati dalla soglia di anonimizzazione, riattribuiti solo a livello di provincia); classificazione dentro/fuori ZVN basata sul punto del comune, non sul suo confine reale. ZVN non ancora integrate per Marche, Molise, Basilicata, Calabria, Bolzano e Valle d'Aosta.

Fonte dati: BDN/VetInfo, ZVN regionali, elaborazione punto-in-poligono MapTheFood.
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Nota metodologica: cosa dicono i dati sulla correlazione

Base normativa della designazione ZVN e stato delle evidenze sul legame tra zootecnia e nitrati nelle acque.

La designazione delle Zone Vulnerabili ai Nitrati segue due criteri alternativi previsti dall'articolo 3 e dall'allegato I della Direttiva 91/676/CEE: acque in cui il monitoraggio ha già rilevato una concentrazione di nitrati superiore a 50 mg/l (o eutrofizzazione delle acque superficiali), oppure acque che rischiano di superare quella soglia per la vulnerabilità intrinseca del suolo e della falda, anche in assenza di un superamento già misurato. In Italia numerose ZVN, in particolare nella pianura padano-veneta, sono state designate anche sulla base del secondo criterio. Le Regioni rivedono la designazione almeno ogni quattro anni.

Sul piano scientifico, la letteratura disponibile (rapporti ISPRA sulla contaminazione da nitrati nelle acque sotterranee, serie storiche ARPA regionali, studi accademici sulla pianura padana) documenta una correlazione a scala aggregata tra carico di azoto da effluenti zootecnici e concentrazione di nitrati nelle falde: in una parte rilevante dei comuni della pianura padana il carico di azoto zootecnico eccede il fabbisogno delle colture. Questa correlazione ha però fattori di confondimento significativi che i dati di questa vista non isolano: tipo di suolo, piovosità e capacità drenante, fertilizzazione chimica di origine non zootecnica, altre fonti puntuali (scarichi civili e industriali). Per questo la co-presenza di densità bovina e ZVN mostrata su questa mappa è un dato descrittivo, non una prova di causalità a livello di singolo comune o di singolo allevamento.

Fonti: Direttiva 91/676/CEE, artt. 3 e allegato I; Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), L'inquinamento delle acque di origine agricola — la direttiva nitrati; ISPRA, La contaminazione da nitrati nelle acque (Rapporto 217/2015); serie ARPA regionali sulla concentrazione di nitrati nelle acque sotterranee.

Fonte dati: Direttiva 91/676/CEE, MASE, ISPRA, ARPA regionali.