Industrial Reporting under IED e E-PRTR
La fonte usata per la mappa europea, per il Quadro europeo e per la barra statistiche nell'hero.
Il dataset si chiama Industrial Emissions Directive 2010/75/EU and European Pollutant Release and Transfer Register Regulation (EC) No 166/2006, versione 16.0, febbraio 2026, pubblicato dall'EEA (Agenzia Europea dell'Ambiente) il 20 febbraio 2026 con i dati comunicati dai paesi fino al 10 febbraio 2026. Riunisce in un unico database quanto i singoli Stati riportano separatamente con l'articolo 7 del Regolamento E-PRTR e con l'articolo 72 della Direttiva IED, organizzato su quattro livelli geografici, dal sito produttivo all'impianto, fino alla singola installazione.
Gli allevamenti intensivi di suini e pollame entrano nel registro come impianti soggetti all'attività 7 dell'Allegato I del Regolamento E-PRTR, che fissa la soglia minima di reporting a 40.000 posti per il pollame, 2.000 posti per i suini da produzione oltre 30 kg, 750 posti per le scrofe. Sotto questi numeri un allevamento non ha obbligo di comunicazione E-PRTR: è una soglia della normativa europea, non un criterio editoriale di MapTheFood. La mappa applica inoltre il criterio del codice IED nativo descritto di seguito.
Il dataset permette anche di ricostruire un andamento: l'ammoniaca dichiarata dagli allevamenti intensivi di suini e pollame (attività 7) nei paesi UE è passata da circa 137.000 t nel 2007 a un massimo di circa 178.000 t nel 2017-2018, per poi scendere a circa 110.000 t nel 2024, un calo di quasi il 40% dal picco. La serie deve essere letta tenendo conto della copertura variabile: ogni anno risultano presenti tra 21 e 25 paesi su un massimo di 26. Germania, Polonia, Spagna e Francia sono presenti lungo l'intera serie.
I bovini non sono compresi in questa attività dell'Allegato I e non rientrano nel registro a questo livello, indipendentemente dalla dimensione dell'allevamento. Il riquadro seguente descrive il relativo campo di applicazione e gli effetti sulla copertura informativa del registro.
Il dataset EEA riunisce nello stesso file anche impianti non zootecnici soggetti ad altre attività dell'Allegato I (trasformazione di mangimi e materie vegetali, trattamento del latte, acquacoltura intensiva). Le viste Impianti, Gas Serra e Ispezioni e controlli di MapTheFood mostrano esclusivamente gli allevamenti intensivi individuati dal codice IED nativo 6.6(a), 6.6(b) o 6.6(c). La vista Emissioni NH₃ offre inoltre un perimetro E-PRTR esteso, limitato alle dichiarazioni di ammoniaca del settore zootecnico 7; gli impianti di trasformazione non rientrano in nessuna delle due modalità.
Distinzione tra E-PRTR settore 7 e IED 6.6. Le dichiarazioni E-PRTR e il registro amministrativo IED sono flussi distinti e non coincidono integralmente. Nel file delle emissioni 2024 risultano 764 impianti italiani con una dichiarazione di ammoniaca nel settore E-PRTR 7 — comprendendo i codici 7(a), 7(a)(i), 7(a)(ii) e 7(a)(iii) — per complessive 15.053,8 tonnellate. Di questi, 701 sono collegati al perimetro zootecnico IED 6.6 adottato da MapTheFood e dichiarano 13.931,5 tonnellate. I restanti 63 impianti, pari a 1.122,3 tonnellate, non hanno un codice IED zootecnico 6.6 associato. La vista NH₃ consente di mostrare o nascondere questi 63 record; l'alone tratteggiato segnala la divergenza tra registri e non indica che la dichiarazione sia errata, duplicata o priva di autorizzazione.
Copertura informativa del comparto bovino
Il campo di applicazione dell'E-PRTR comprende gli allevamenti di suini e pollame che superano le soglie previste, ma non stabilisce soglie di reporting per gli allevamenti bovini.
Nel 2022 la Commissione europea aveva proposto di estendere la direttiva IED agli allevamenti, compresi quelli bovini, con più di 150 unità di bestiame: 185.000 impianti in totale. Secondo la valutazione d'impatto della Commissione, la proposta avrebbe portato la copertura della direttiva dal 18% al 60% delle emissioni zootecniche di ammoniaca e dal 3% al 43% di quelle di metano. Delle riduzioni stimate, 229.000 tonnellate annue di metano su 265.000 complessive e 50.000 tonnellate di ammoniaca su 128.000 complessive erano attribuite al comparto bovino.
La proposta della Commissione del 2022 prevedeva quindi soglie applicabili anche agli allevamenti bovini. Tali soglie non sono state mantenute nel testo approvato della Direttiva (UE) 2024/1785; il comparto bovino non rientra pertanto nell'attuale campo di applicazione. La direttiva prevede una valutazione della Commissione entro il 31 dicembre 2026.
Per l'Italia, le fonti usate nei Blocchi B, C e D del Livello 2.
Banca Dati Nazionale dell'Anagrafe Zootecnica
Numero di stabilimenti per comune e specie, l'unica fonte usata da MapTheFood che include i bovini a livello di singolo allevamento.
La BDN (Banca Dati Nazionale) è l'anagrafe zootecnica obbligatoria istituita dal Ministero della Salute: ogni stabilimento che detiene animali, a prescindere dalla dimensione, deve esservi registrato. Per bovini e bufalini la Commissione europea l'ha riconosciuta interamente operativa, i suoi dati su queste specie hanno quindi valore ufficiale. Il file usato da MapTheFood riporta numero di stabilimenti, attività e operatori per regione, provincia e comune, per ciascuna specie allevata, alla data del 31 dicembre 2025.
Dalla stessa fonte (statistiche pubbliche VetInfo) MapTheFood ricava ora anche il numero di capi per comune e specie, non solo il numero di stabilimenti: le due grandezze insieme rispondono sia a "quanti allevamenti ci sono in questo comune" sia a "quanti animali ci sono". Per gli Avicoli il numero di stabilimenti include anche l'attività familiare/da autoconsumo, mentre il numero di capi include solo l'attività commerciale, perché le statistiche VetInfo sulla consistenza dei capi escludono dichiaratamente gli allevamenti familiari: per questa specie i due numeri non sono quindi direttamente comparabili tra loro. Per le altre specie (Bovini, Bufalini, Suini, Ovini e Caprini) l'esclusione non si applica e i due conteggi restano coerenti.
AGEA, registro trasparenza FEAGA/FEASR
Beneficiari e importi della PAC erogati in Italia: fonte comunale, rappresentazione derivata anche per provincia e regione.
Il registro trasparenza pubblicato da AGEA elenca, riga per riga, ogni beneficiario dei fondi FEAGA (Fondo Europeo Agricolo di Garanzia) e FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale), con il comune di residenza e l'importo ricevuto nell'anno, per obbligo di trasparenza sui pagamenti PAC. MapTheFood aggrega queste righe per comune, sommando le tre componenti FEAGA, FEASR e cofinanziamento nazionale: il totale 2025 è di 7,70 miliardi di euro. È un registro diverso e più ampio del Cruscotto Pagamenti dello stesso AGEA, che pubblica solo i pagamenti già erogati dalla campagna in corso, misura per misura, senza il dettaglio del singolo beneficiario.
Le viste provinciale e regionale sommano gli stessi comuni pubblicati e non introducono nuove osservazioni. Nella vista PAC & Emissioni NH₃ gli impianti IED restano puntuali; soltanto classifica e riepiloghi sommano geograficamente numero di impianti e NH₃ dichiarata. Questo accostamento non collega i pagamenti ai singoli impianti.
Circa 265.000 beneficiari, per 148 milioni di euro (l'1,9% del totale), non hanno un comune indicato nel registro: sono per lo più persone fisiche identificate solo da un codice, e restano esclusi dalla mappa perché non è possibile collocarli su un territorio specifico. Il dato è pubblico a livello di beneficiario e comune, non di singolo impianto: per collegare un pagamento a un'azienda agricola specifica serve il CUAA (Codice Univoco dell'Azienda Agricola), non incluso in questa pubblicazione.
Riscontro esterno. Il Rapporto Annuale AGEA 2024 (Tabella 20, pag. 43) riporta un totale nazionale di 7,83 miliardi di euro di pagamenti PAC erogati nell'anno solare 2024 dall'intero sistema degli 11 Organismi Pagatori Riconosciuti italiani, non solo AGEA. Il totale grezzo del registro trasparenza 2025 prima dell'esclusione dei beneficiari senza comune è di 7,85 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con il dato 2024 (scarto dello 0,3%, fisiologico da un anno all'altro). Lo scarto tra questo dato e i 7,70 miliardi pubblicati in mappa nasce quindi quasi per intero dal filtro geografico sopra descritto (beneficiari senza comune), non da una differenza reale nella spesa PAC tra i due anni.
Layer territoriali e normativi.
Zone Vulnerabili ai Nitrati (ZVN)
Aree designate dalle regioni italiane in applicazione della Direttiva Nitrati: territorio in cui le concentrazioni di nitrati nelle acque sotterranee o superficiali superano o rischiano di superare i 50 mg/l NO₃. La visualizzazione copre le regioni per cui MapTheFood ha individuato un dataset vettoriale pubblicamente disponibile.
Il layer ZVN è costruito da MapTheFood unendo i dataset vettoriali pubblicati singolarmente dalle regioni e dalla Provincia Autonoma. Le fonti e i riferimenti normativi per ciascuna area inclusa sono i seguenti.
| Regione | Fonte | Riferimento normativo |
|---|---|---|
| Lombardia | Geoportale Regione Lombardia, dataset WFS ZVN | DGR n. 2535/2019 |
| Piemonte | Geoportale Regione Piemonte, ZVN designate + fasce fluviali PAI (Piano Assetto Idrogeologico) | D.G.R. 29 marzo 2004, n. 68-11783 |
| Emilia-Romagna | Geoportale ARPAE, dataset ZVN regionale | Designazione ARPA/ARPAE, aggiornamento 2020 |
| Veneto | Geoportale Regione Veneto, strato ZVN | DCR n. 62 del 17 maggio 2006 |
| P.A. Trento | ISPRA / PAT, dataset ZVN_PAT_2021 | Delibera G.P. n. 2860 del 30 dicembre 2004 |
| Friuli-Venezia Giulia | Open Data FVG / IRDAT FVG (Infrastruttura Regionale Dati Ambientali e Territoriali) | Piano di Tutela delle Acque (PTUA) 2016, aggiornamento 2019 |
| Liguria | Regione Liguria, portale Open Data (opendata-cartografia) | D.G.R. n. 955/2019 (Albenga-Ceriale e Arma di Taggia; aggiorna DGR 1047/2016) |
| Toscana | GEOscopio Regione Toscana, layer ZONE_VULNERABILI_NITRATI (WMS/WFS) · ARPAT, banca dati NIT | DGR n. 520, 521, 522 del 16 luglio 2007 · DGR n. 18 del 18 gennaio 2021 |
| Umbria | Open Data Umbria (dati.umbria.it) · UMBRIAGEO, servizi WMS | DGR n. 501/2019, n. 959/2021 (revisione perimetrazioni di cui a DGR 1237/2019), n. 761/2023 |
| Lazio | Geoportale Regione Lazio, formato Geopackage | DGR n. 719 del 14 novembre 2023 (aggiorna DGR 523/2021, 22 ZVN) |
| Abruzzo | Geoportale Regione Abruzzo (Cartanet), WMS Zone_Vulnerabili_Nitrati_Agricoli | DGR n. 795 del 16 dicembre 2019 (aggiornata da DGR 242/2021) |
| Campania | Geoportale Regione Campania (sit2.regione.campania.it), shapefile scaricabile | DGR n. 762 del 05.12.2017 (BURC n. 89 dell'11.12.2017) |
| Sicilia | Portale Open Data Regione Siciliana (dati.regione.sicilia.it), shapefile scaricabile | DGR n. 228 del 29.06.2016 (Piano di Gestione Acque, distretto idrografico Sicilia), aggiornamento 2018-2019 |
| Sardegna | Sardegna Geoportale · Autorità di Bacino della Sardegna | Delib. G.R. n. 1/12 del 18.01.2005 (ZVN Arborea) · Delib. G.R. n. 3/24 del 22.01.2020 (nuove ZVN: Ardara, Cheremule, Mores, Siligo, Nurri, San Nicolò d'Arcidano, Mogoro, Terralba) |
| Puglia | SIT Puglia, servizio ArcGIS REST (webapps.sit.puglia.it), layer "ZVN 2021" | DGR n. 1408/2016 (designazione), revisione DGR n. 2273/2019 e rettifica DGR n. 389/2020, integrazione DGR n. 1332/2021 — 452.905 ha, ~23% del territorio regionale |
Livello di semplificazione geometrica. I poligoni sono stati uniti e ripuliti da artefatti topologici (overlap, gap minimi) per la visualizzazione su Leaflet. La geometria non è stata semplificata oltre quanto necessario per il rendering web: non è adatta a usi tecnici o legali che richiedano la geometria originale.
Nota su Umbria. I metadati regionali associano al layer anche una DGR n. 940/2025: a oggi non abbiamo trovato un riscontro verificabile su fonte esterna per questo atto specifico. Le altre delibere della riga (501/2019, 959/2021, 761/2023) sono confermate da fonti regionali e da bollettini di legislazione tecnica indipendenti.
Lacune note. La Valle d'Aosta e la Provincia Autonoma di Bolzano non compaiono nel file perché non hanno mai designato Zone Vulnerabili ai Nitrati sul proprio territorio: sono le uniche due amministrazioni italiane, su 20, a non averne individuate, non un dato mancante da recuperare. Fonte: ISPRA, rapporto quadriennale ex art. 10 Direttiva 91/676/CEE, ciclo 2020-2023, che conta 18 regioni più la P.A. di Trento come amministrazioni con ZVN designate; confermato anche dal contenzioso comunitario sull'art. 3 §4 della Direttiva, che esclude esplicitamente Valle d'Aosta e Alto Adige in quanto privi di zone designate.
Restano invece designate ma non integrate nel file, perché non è stato individuato un dato vettoriale pubblicamente scaricabile: Marche (DGR n. 1152 del 21.07.2025, che ha revocato le precedenti DGR 1282/2019 e 740/2023; la Regione pubblica solo tavole PDF, nessun layer nell'elenco Open Data o WMS regionale), Molise (DGR n. 1023 del 21.07.2006, dentro il Piano di Tutela delle Acque; il portale cartografico regionale non include lo ZVN tra i temi pubblicati), Basilicata (DGR n. 407/2020, aggiornata da DGR n. 322/2024; la RSDI Basilicata espone oltre 600 layer su due GeoServer regionali interrogati direttamente, nessuno dei quali relativo alle ZVN) e Calabria (DGR n. 301 del 28.06.2012, confermata invariata da DGR n. 119 del 31.03.2021; online è disponibile solo una mappa di rischio in PDF, la sezione Open Data del geoportale regionale è segnalata "in manutenzione" con dati ottenibili solo su richiesta a centro.cartografico@regione.calabria.it). Per tutte e quattro la norma esiste ed è verificata: manca solo il dato aperto in formato utilizzabile.